Bertone: «L’Ue ci lascia solo le zucche di Halloween»

Un’Europa che toglie i crocifissi e lascia in eredità solo le zucche di Halloween. Il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, ha criticato la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha accolto l’istanza di un genitore italo-finlandese contro il crocifisso a scuola. «Abbiamo ascoltato tante voci - ha affermato il porporato - e anche l’eco del dolore di chi si sente un po’ tradito nelle sue proprie radici pensando che questo simbolo religioso è simbolo di amore universale, non di esclusione ma di accoglienza. Questo credo che sia l’esperienza di tutti».
«Io dico purtroppo - ha aggiunto Bertone che ha preso parte a una conferenza stampa presso l’ospedale Bambin Gesù - che questa Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche delle feste recentemente ripetute prima del primo novembre e ci toglie i simboli più cari». Secondo il porporato inoltre «tutte le nostre città, le nostre strade, le nostre case, le scuole» presentano simboli religiosi come il crocifisso e dunque, ha chiesto, «dobbiamo togliere tutti i crocifissi? Penso a tutte le opere d’arte che presentano il crocifisso e la Pietà, mi domando se questo è un segno di ragionevolezza oppure no». Il segretario di Stato ha poi detto di non aver ancora sentito l’opinione del Papa sul tema. Bertone ha spiegato che «la Santa Sede farà i passi che le spettano nel senso di stimolare, come ha detto anche la conferenza episcopale italiana, i cristiani a reagire». «Noi non possiamo interferire nelle decisioni della Corte europea», ha affermato prima di esporre il suo «apprezzamento» per il ricorso contro la sentenza della Corte dei diritti umani di Strasburgo annunciato dall’esecutivo italiano: «Spero che siano anche altri governi - ha auspicato il porporato - a fare questo ricorso per una cosa che non riguarda solo l’Italia ma spazia anche oltre l’Unione europea». Il governo è tornato sulla questione. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto ieri che la decisione «non è accettabile per noi italiani». «Si tratta di una di quelle decisioni che ci fanno dubitare del buon senso dell’Europa». Il premier ha commentato la sentenza intervenendo dall’Aquila alla trasmissione Rai «La vita in diretta». «Noi siamo in un Paese dove non possiamo non dirci cristiani. Basta vedere qui all’Aquila, dove ci sono state 351 chiese colpite dal sisma e dove basta fare duecento metri a destra o a sinistra per imbattersi in un segno della cristianità». «Io mi ero battuto già in sede di formazione della nuova Costituzione europea per il riconoscimento delle radici giudaico-cristiane europee. I Paesi laici o estremamente laici come la Francia si erano opposti e non si riuscì a convincerli. Ora c’è un ulteriore passo avanti negando che l’Europa abbia queste radici cristiane».
Lapidario il giudizio di Bossi: la sentenza di Starsburgo è «una stronzata». Anzi, per il leader leghista il crocifisso dovrebbe essere esposto in tutti i luoghi pubblici. «L’Europa - ha chiosato - va bene per l’economia, forse, ma è distante dalla gente».