Bertone su Pio XII beato:

La causa di beatificazione di Pio XII esige rispetto ed è un fatto di «esclusiva competenza della Santa Sede». La rappresentazione di Pacelli come «indifferente» di fronte alle vittime del nazismo è «oltraggiosa» e «insostenibile» storicamente. Parola del Segretario di Stato Tarcisio Bertone, che aprendo ieri mattina alla Pontificia università Gregoriana di Roma i lavori del convegno dedicato al magistero di Pio XII, ha tenuto un importante discorso che ribatte punto su punto alle polemiche sollevate nelle ultime settimane e rappresenta una chiara risposta alle insistenti e ripetute pressioni esercitate da autorità ebraiche e israeliane sul Pontefice nel tentativo di «congelare» la causa di beatificazione di Pacelli.
Bertone ha corretto interpretazioni errate e forzate definendo quelle su Papa Pacelli «polemiche strumentali, sempre meno comprensibili e soprattutto che con la storia hanno ben poco a che fare». «La rappresentazione di Pio XII – ha detto il Segretario di Stato – come indifferente di fronte alle vittime del nazismo, e addirittura come “Papa di Hitler”, prima ancora che oltraggiosa è dal punto di vista storico insostenibile». Bertone ha ricordato come la polemica «sul cosiddetto silenzio» di Pio XII, «imputato di insensibilità o addirittura di connivenza di fronte alla Shoah, è strumentale, come del resto indicano con chiarezza le sue origini nella propaganda sovietica già durante la guerra, una propaganda poi travasata in quella comunista durante la guerra fredda e infine rilanciata dai suoi epigoni».
Ha ribadito, invece, che «di fronte agli orrori della guerra e a quella che sarebbe stata definita la Shoah Papa Pacelli non restò neutrale o indifferente, e quello che venne e viene bollato tuttora come silenzio fu invece una scelta consapevole e sofferta, basata su un giudizio morale e religioso chiarissimo». Ha citato le parole di Albert Einstein pubblicate sul Time nel 1940: «Soltanto la Chiesa ha osato opporsi alla campagna di Hitler di sopprimere la verità». Ha elencato l’intensa attività del cardinale Pacelli e poi del Papa Pio XII in favore di tutti i perseguitati. Quindi ha polemizzato (senza citarlo) con il rabbino David Rosen che nei giorni scorsi aveva chiesto a Benedetto XVI di aprire gli archivi vaticani relativi al periodo di Pio XII e di attendere quell’apertura prima di procedere con la beatificazione. Un invito che sembra condiviso anche da qualcuno Oltretevere, come dimostrano le parole del Prefetto dell’Archivio segreto vaticano, Sergio Pagano, il quale «da storico» un mese fa aveva consigliato a Papa Ratzinger la stessa cosa attraverso un’intervista al Jerusalem Post.
Anche su questo, Bertone ha tagliato corto. Ricordando che sono già pubblici da anni ben dodici volumi di documenti riferiti al pontificato di Pacelli, e ricordando pure che una volta aperti, gli archivi poi vengono disertati, come dimostra quanto avvenuto con i molti fondi già disponibili per gli studiosi: «Evidentemente a molti la storia importa soltanto se può essere usata come un’arma». Infine sulla causa di Pio XII, il Segretario di Stato ha precisato che essa è «un fatto religioso che esige di essere rispettato da tutti e che nella sua specificità è di esclusiva competenza della Santa Sede», e ha concluso definendo «grande» Papa Pacelli. In Vaticano si ritiene che le pressioni ebraiche abbiano passato il segno, e la causa di beatificazione appare tutt’altro che «congelata».