Il «besagnino» di bordo che serve i Vip

Tra i suoi clienti Tom Cruise e Nicole Kidman, il socio di Bill Gates e Magic Johnson

Francesca Boschieri

«Ci sono i Vip. Ma ci sono anche i meno Vip. Di solito infinitamente più ricchi dei primi».
Parola di Luigi Mansueto, il signore degli yacht, l’uomo che ha dedicato la vita a mettere a proprio agio i magnati tra le onde. Venticinque anni di lavoro duro, immortalati in una fotografia in bianco e nero quando Luigi in jeans, rayban e le inseparabili scarpe da barca, trasporta a mano una cassetta di frutta appena tolta dalla sua Ape che riporta la scritta «Alimentari Mansueto, pane, salumi, formaggi, frutta, verdura, materiali di pulizia». Sullo sfondo, a contrasto con l’Ape, la poppa di uno yacht. In primo piano però uno sguardo, un piglio talmente fiero, da vedersi anche attraverso gli occhiali. Luigi era giovane allora, umile ma determinato. Il suo motto era servire ma con quella grinta mai untuosa, tipica dei liguri e della gente di mare. Luigi del resto era un pescatore. D’inverno gettava le reti dal suo gozzo sognando le regine del mare, i grandi yacht e le eleganti barche a vela rivestite di legno, come signore alla moda. D’estate realizzava i suoi sogni. Si imbarcava come marinaio su quelle divine creature marine e si prodigava perché tutto fosse perfetto, perché quella vacanza fosse indimenticabile, come un direttore d’orchestra che ci tiene all’accordo. Poi l’incontro con la moglie, che aveva una piccola rivendita al dettaglio, in mezza bancarotta, i supermercati alle porte.
Una fotografia più in nero che in bianco ma mai rinnegata e anzi messa ben in vista sulla patinata brochure dell’azienda. Da quegli anni Ottanta «Luigi and family» (come riporta la stessa brochure) di strada ne hanno fatta. Una strada che allora era dall’Ape al molo, e oggi attraversa l’intera Europa con sei camion-viveri da 75 quintali e un nome «Mansueto Marine» che significa azienda leader del settore. Unica destinazione: tutti i mari del mondo. O meglio rifornire le regine degli oceani, quegli yacht da favola che navigano nelle acque cristalline del pianeta con il loro carico di persone «very important», i loro quintali di euro o dollari e soprattutto i loro capricci.
Come quel cliente che alle Maldive è stato preso da un attacco di panico. Aveva dimenticato i suoi biscotti preferiti. Mansueto era lì a sostenerlo. Il suo motto è servire. Il suo motto è «no problem». Così in meno di 24 ore 12 pacchetti dei golosi biscottini sono stati recapitati. O come quell’altro che non poteva rinunciare a una bottiglia di Petrus del 1982. Ne ha voluto una cassa. 3000 euro a bottiglia. Mansueto era preparato. Ha un magazzino di 1600 mq con 40.000 vini. Poi ne ha un altro di 220 mq con carni prelibate, pesci, verdure surgelate.
Così ha potuto soddisfare anche la golosità di Magic Johnson, il cestista più famoso dell’Nba, che tra i flutti voleva la sua orribile salsiccia di tacchino. Mansueto fornisce proprio tutto per semplificare la vita a chi dovrebbe averla già semplice. Intrattenimenti on board, vip service, trasferimenti in elicottero o jet privati, ricambi per yacht, e anche il «carpet cleaning», il lavaggio di moquette e tappeti e passiere. Alla fine conosce i gusti e le piccole follie dei suoi clienti, meglio di una carta nautica, meglio di una moglie di lunga data. Tom Cruise e la Kidman, Paul Allen, il socio di Bill Gates, Larry Harrison del Consorzio Oracle di Coppa America, con il suo Rising sun, lo yacht più grande del mondo, non hanno resistito a questo canto di sirena sanremese. Si sono fatti viziare da Mansueto. Che però, con molto stile, non riporta i loro nomi, ma a fine brochure, quella della foto in bianco e nero, riserva i suoi «Special Thanks» agli yacht. Al Cristina O., al Cheetah Moon, al Parsifal II, allo Stargate, allo Spirit of Argentina, al Lady Roxana, al Kiss the Sky e a mille altri.
Ai loro segreti, alla loro opulenza, alle loro vanità. A quei misteri racchiusi in quelle bellezze marine, che Mansueto sognava, quando gettava le reti dal suo piccolo gozzo.