Best, Beckham, Ronaldo: tre coppe nella tradizione del numero 7

Non c’è due senza tre è una regola che il Manchester United è stato ben felice di scoprire ieri sera: la Champions League del 2008 infatti segue i successi del 29 maggio 1968 a Wembley e del 26 maggio 1999 a Barcellona.
La prima coppa risale ai tempi in cui era ancora chiamata «dei Campioni» e nell’undici base c’erano giocatori come Charlton e Best. In finale si trovarono di fronte il Benfica di un certo Eusebio: nei 90’ regolamentari Charlton e Graça avevano fissato il risultato sull’1-1 e solo una grande parata di Stepney sulla «Perla Nera» a tempo quasi scaduto salvò i Red Devils. Ma nei supplementari non ci fu storia: ancora Bobby Charlton, Best e Kidd fissarono il risultato sul 4-1 per il trionfo inglese. Ricevuta la Coppa, Charlton la alzò anche per i compagni rimasti vittime nell’incidente aereo di Monaco di Baviera di dieci anni prima e di cui lui fu uno dei pochi sopravissuti.
Sono dovuti passare 31 anni prima che la coppa dalle grandi orecchie tornasse a Manchester: anche in questo caso non fu una finale banale. Il Bayern Monaco di Matthaüs e Kahn conduceva per 1-0 sul Manchester di Beckham quando Ferguson, tra il geniale e il disperato, fece entrare Sheringham e Solskjaer al posto di Blomqvist e Cole: ma l’azzardo fu premiato. In soli due minuti, il 91’ e il 93’, proprio quei due segnarono i gol del sorpasso. Tedeschi tramortiti tra le lacrime e inglesi completamente impazziti dalla gioia.
E poi arriviamo a ieri: la terza Champions League proprio 50 anni dopo la tragedia di Monaco. Manchester United capace di fare l’accoppiata con lo scudetto e che ha in Cristiano Ronaldo, numero 7 sulle spalle proprio come Best e Beckham, la sua stella più brillante.