Best choc: «Vi prego, non morite come me»

Lorenzo Amuso

da Londra

Non morite come me. Disteso su un letto, in un reparto di terapia intensiva di un ospedale londinese. Emaciato, sofferente, gli occhi velati di stanchezza. Le guance cadenti, la pelle giallastra, due tubini al naso collegati ad un respiratore artificiale. Un velo di barba a coprirgli le guance smunte. Così George Best ha voluto farsi ritrarre nella foto-testamento pubblicata ieri dal domenicale News of the World. Un'immagine shock dell'ex Pallone d'Oro, stranito in tutta la sua sofferenza. Un messaggio rivolto ai suoi tifosi affinché non seguano il suo cattivo esempio. «Spero che la mia condizione sia un monito», ha fatto sapere Best, che ha chiesto al suo agente Phil Hughes di scattargli la fotografia. «George non è mai stato capace di vincere la sua battaglia con l'alcol. Farsi fare questa foto è stata la cosa più straziante che abbia mai affrontato nella sua vita. George ha pensato che sarebbe stata di monito sui pericoli del bere. Ne ho parlato con (...)