Besta, donna partorisce in neurologia

Appendere un fiocco rosa sulla porta di una delle stanze delle pazienti non è roba che capita tutti i giorni al Besta. Anzi, non accadeva da quarant’anni anni. Ma oggi l’ospedale festeggia una nascita. Mai prima d’ora si era sentito un vagito nei corridoi. Eppure ieri una donna ricoverata per un intervento di neurochirurgia e oltre la 36esima settimana di gravidanza, ha dato alla luce la sua bimba, Antonia, due chili e mezzo. I medici non se lo aspettavano davvero. Neurochirurghi di una certa fama, non erano pronti a far partorire la donna. Tant’è vero che, non appena hanno capito che la situazione durante l’intervento si stava complicando, hanno chiesto la consulenza dei colleghi più esperti in materia: i ginecologi della clinica Mangiagalli. Alla fine è andata così: la donna, che non poteva certo essere trasferita da un ospedale all’altro in ambulanza, è stata assistita in una delle sale operatorie del Besta, trasformata per l’occasione in una sala parto d’emergenza. L’équipe della Mangiagalli, guidata da Agostino Mangia, si è trasferita al in fretta e furia portando con sé tutti gli armamentari del caso, compresa la culla e il kit di rianimazione per il bebè. Fortunatamente tutto è filato liscio. Il parto ceraseo è andato per il meglio e stanno bene sia la donna sia la bambina. Dopo il parto, l’équipe neurologica guidata da Carlo Lazzaro Solero ha proceduto con l’intervento al cervello della donna, andato altrettanto bene.
Nei reparti si sentono tutti un po’ zii e la piccola, che ora è stata trasferita alla Mangiagalli, è subito diventata la mascotte dell’ospedale. La sua nascita è stata accolta con un applauso da parte di medici, infermieri e degli altri pazienti. Commosso il papà Pasquale che per qualche giorno farà la spola tra la Mangiagalli e il Besta. «Spero di poter andare a trovare mia figlia assieme a mia moglie al più presto».
«Ecco uno splendido esempio di cosa sa fare la sanità pubblica - commenta Carlo Borsani, presidente della Fondazione Besta - e di cosa è capace la collaborazione tra le diverse professionalità di neurochirurgia al Besta e della neonatologia della Mangiagalli».