Dal «Bestiario» al revisionismo, una carriera controcorrente

«Spero che tireremo qualche sassata nelle vetrine dell’informazione. I soldi? Non l’ho fatto per quello, guadagno già un sacco con i libri»

Giampaolo Pansa è nato a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1935. Giornalista e scrittore, ha lavorato per il gruppo Espresso per 31 anni, dal 1977. Del settimanale Espresso è stato condirettore e poi autore della celebre rubrica «il Bestiario». Pansa ha lavorato anche per La Stampa, il Giorno, il Corriere della Sera e Repubblica. Ha scritto anche numerosi saggi di storia contemporanea, tra i quali Il sangue dei vinti, Sconosciuto 1945 e La Grande Bugia, che raccontano l’altra faccia della Resistenza in Italia dopo la fine della Seconda guerra mondiale e le violenze compiute dai partigiani comunisti nei confronti di fascisti, partigiani bianchi e talvolta anche cittadini comuni. Nel maggio del 2007 Pansa ha dichiarato di non essere più di sinistra e che nelle future elezioni politiche si sarebbe molto probabilmente astenuto dal voto, perché entrambi i blocchi sono allo sfacelo. Celebri alcune delle sarcastiche definizioni che Pansa ha dedicato ai politici italiani, come quella di «Parolaio rosso», affibbiata a Fausto Bertinotti o quella di «Dalemoni», alludente alle prove di dialogo tra Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi ai tempi della Bicamerale alla fine degli anni Novanta.