Bestie di Satana all’inferno, ergastoli ai capi

Inasprite le pene ai ragazzi della setta condannati per tre omicidi

da Milano

Gli ergastoli passano da 2 a 3 e gli anni di galera aumentano per tutti. Solo un piccolo sconto è concesso a Elisabetta Ballarin. Per lei la condanna passa da 24 a 23 anni. Il processo d’Appello per le Bestie di Satana, per quella banda di metallari assassini, accusata di tre omicidi, di un’induzione al suicidio e sospettata di altre morti ancora oscure, finisce con un aumento delle pene. Ai giudici della Corte d’assise di Milano sono bastate quattro ore di camera di consiglio per confermare la duplice condanna a vita per Nicola Sapone, oltre a 3 anni di isolamento diurno, per aggiungere il massimo della pena anche per Paolo Leoni, che nel primo processo aveva preso 26 anni, per portare a 29 anni e 3 mesi la condanna di Marco Zampollo e a 27 anni e 3 mesi per Eros Monterosso (in primo grado avevano avuto 24 e 26 anni). L’unico piccolo sconto riguarda Elisabetta Ballarin, che passa da 24 a 23 anni di reclusione. La Procura generale aveva chiesto l’ergastolo anche per Monterosso e Zampollo puntando il dito contro questi invasati di alcol, droga e heavy metal che «uccidevano per riempire il vuoto pneumatico delle loro esistenze».
«È giustizia vera, i giudici hanno agito bene», dicono i genitori di Chiara Marino, che fu uccisa insieme al fidanzato Fabio Tollis nel 1998, probabilmente perché si stavano staccando dal gruppo. E Michele Tollis, il padre di Fabio, racconta di averlo previsto: «Ero sicuro che sarebbe finita così e sono ottimista anche in vista della Cassazione. C’erano elementi comprovati e schiaccianti a carico degli imputati, quindi le mie speranze non erano infondate. Se la sono meritata questa condanna».
Elisabetta Ballarin piange dopo la sentenza. Aveva sperato in uno sconto più consistente, lei che aveva appena compiuto 18 anni quando fu uccisa Mariangela Pezzotta, a colpi di pistola e finita a vangate in faccia, probabilmente sepolta quando era ancora viva e respirava. Elisabetta Ballarin aveva risarcito e i genitori di Mariangela l’avevano perdonata, ma i giudici le hanno tolto solo un anno rispetto al primo grado. «Piange per la disperazione - dice l’avvocato Francesca Cramis -. Lei ha una patologia, ma i giudici non le hanno riconosciuto le attenuanti. Ha solo 21 anni, deve ritrovare uno scopo nella vita, ma oggi l’ho vista demotivata». Sapone, Monterosso, Zampollo e Leoni non hanno tradito particolari emozioni. Al momento della sentenza, si sono limitati a cercare di comunicare tra loro a gesti dopo la lettura del dispositivo. Il gruppo oltre che dei 3 omicidi rispondeva anche dell’induzione al suicidio di Andrea Bontade: faceva parte del gruppo. Otto anni fa si schiantò a 200 all’ora contro un muro. Poi di due tentati omicidi e di una rapina, della pistola che la Ballarin aveva sottratto al padre, un noto giornalista morto di crepacuore dopo l’arresto della figlia.