Bestie di Satana, sei morti sospette

Si indaga su una serie di suicidi anomali. L'ipotesi agghiacciante: una "cupola" luciferina in Brianza. Il pm: una ventina le vittime

Varese - Diaboliche coincidenze. Il tempo di indagare sul Maligno, di scoprire anni di orrori, violenze e omicidi celebrati in nome di Satana, di sbattere dietro le sbarre una combriccola di giovani ubriachi tossicomani travestiti da diavoli e poi il trasferimento. Da Busto Arsizio al comando della procura di Monza. Già, sembrava tutto finito, inchiesta chiusa, caso risolto. E invece, sarà perché - è noto - il diavolo spesso dimentica i coperchi, come per incantesimo ecco spuntare sul tavolo del neo procuratore capo monzese Antonio Pizzi, un fascicolo dal nome conosciuto: Christian Frigerio, scomparso nel 1996. Uno strimpellatore dark, a quanto pare un amico di «Ozzie» Leoni un capo dei satanisti che proprio il magistrato fatto condannare per tre omicidi conclamati e più di un suicidio troppo simile a un assassinio. Coincidenze, la trama di un'inchiesta apparentemente conclusa che adesso all'improvviso si riapre.

Gli intrecci corrono sempre lì: il Varesotto, Milano, la Brianza. Proprio mentre, l'ennesima madre, ad anni di distanza, ma col senno del poi, denuncia una morte per la quale non ha mai recuperato pace. Quella del figlio, Doriano Molla, 26 anni, trovato impiccato «a un cespuglio» il 26 dicembre 2000. Era nato il 6 giugno. Ci sono tre «6» in questa fine, numero malefico per chi ci crede. Nel giro di cinque anni morirono altri cinque ragazzi, tutti suoi amici, tutti suonatori heavy ispirati dal macabro. Incidenti stradali, auto, moto, qualche suicidio. Lei, Flavia Sacchetta, in settembre, si è presentata dai carabinieri e ha rilanciato i sospetti. Convinta che il suo «bambino» sia stato ucciso. Mostrando un trait d'union: il ragazzo conosceva, e a quanto pare frequentava Andrea Bontade, uno di quelli della setta anche lui morto per mano degli amici. Di pentacolo.

Coincidenze, chissà. Oggi, sembrano, però, davvero troppe. Chi voleva lasciare la banda doveva morire, prima regola del decalogo delle Bestie di Satana. Per mesi si è cercato chi la governasse, un malefico «cervello supremo». Si ipotizzò che si trovasse in Piemonte, forse proprio a Torino, la città dell'occulto, dove uno degli arrestati aveva un parente. Antonio Pizzi, il procuratore che forse sperava di aver sconfitto un Satana terreno portando dietro le sbarre una decina di giovani stravolti dal mal di vivere, scopre ora di essersi seduto sul coperchio della pentola.

Sì perché proprio da Brugherio (Monza) sembrano dipanarsi i tentacoli di questa cupola di invasati capaci di massacrare in nome del demonio. «Dalle testimonianze raccolte siamo ormai certi che la formazione delle Bestie sia nata dalla scissione di una grossa setta radicata nel Nord Italia con sede a Brugherio», spiega, quasi allibito, il procuratore dal pizzetto elegante. «E questa organizzazione non solo è viva e vegeta, ma continua a operare con le stesse modalità e a seminare violenza e morte. Dal ’98 potrebbe avere collezionato una ventina di omicidi».

Da qualche settimana i carabinieri sono tornati a scavare. Mentre il nuovo pm della procura di Busto, Massimo Baraldo, continua a indagare su tre-quattro casi ancora irrisolti nella provincia di Varese, intorno a una fabbrica dismessa della Brianza, la «Rista» si stanno cercando i resti di almeno due cadaveri. Lì, stando alle parole di qualche adepto pentito. sarebbero stati sepolti i corpi di un paio di ragazze «sacrificate» a Lucifero, dopo rituali base di candele, taglio di polsi. E nenie vocative, attorno a un pentacolo tracciato nella sabbia. Si parla di almeno dieci anni fa. Ufficialmente le giovani scomparse in quel periodo sono sei o sette, alcune di loro straniere, ragazze sui venticinque anni d’età. Nessuno si è mai accorto di nulla, nemmeno adesso che le ruspe spaccano la terra. «Lavori in corso». Nelle ricche ma sobrie villette, col buio si spengono le luci. Inutile guardare fuori.