Bestie di Satana, si indaga su sette morti

La procura di Monza: «A Brugherio c’e una setta ancora attiva»

Un orologio impazzito che si tuffa indietro nel tempo. Le Bestie di satana, nonostante le sbarre del carcere, sono tornate. Alle vittime accertate, ai tre missing spariti nella ricca Brianza attorno a Monza - tre giovani di cui da anni non si sa più nulla e per i quali più nessuno osa sperare nel ritorno - si possono aggiungere altri quattro morti. Fini orribili, stavolta nella provincia di Varese: tre di loro furono trovati carbonizzati, uno impiccato. Decessi all’epoca archiviati senza troppi sospetti, suicidi o singolari incidenti che oggi assumono connotati decisamente diversi. Tutte le vittime erano entrate in contatto con uno degli arrestati: Nicola Sapone.
Non è finita, dunque, la conta dei tradimenti, delle violenze e dei morti che aspettano ancora giustizia. E che soprattutto attendono una degna sepoltura. Due inchieste parallele, una della procura di Monza guidata da Antonio Pizzi, l’altra dai colleghi di Busto Arsizio stanno cercando la verità. Con un unico denominatore comune, spiegano i magistrati: «Dietro tutto questo orrore potrebbe esserci un’unica mano». O meglio le mani di quella stessa banda di invasati di nero vestiti che a partire dalla metà degli anni Novanta avrebbero pagato i loro tributi al diavolo col sangue di amici e adepti.
Sette avvisi di garanzia hanno raggiunto altrettanti satanisti di quel gruppo tuttora rinchiuso in cella per gli omicidi di Chiara Marino e Fabio Tollis, compreso quello più recente di Mariangela Pezzotta. Il giallo che scoperchiò la pentola, quest’ultimo. Proprio loro sarebbero stati anche gli assassini di Christian Frigerio, il giovane di Carugate scomparso nel ’96; di Andrea Ballarin, lui trovato impiccato nel 2000 e di «una straniera giovane e bionda - spiegano ancora gli investigatori - probabilmente una prostituta di cui non si è mai trovato il cadavere. E di cui nemmeno si conosce il nome».
Pentacoli, riti in boschetti o chiese abbandonate, tombe profanate, stupri, ricatti e violenze di gruppo, non sarebbero però finiti con gli arresti della banda.
«Le bestie di satana - rispondono in Procura - rappresentano una costola “scissionista” di una setta più vasta. La setta madre, nata in Brianza intorno al 1995. A Brugherio, per l’esattezza. Gente spesso insospettabile, di ogni ceto sociale ed estremamente pericolosa».
Nonostante inchieste e manette, in questi anni i satanisti non avrebbero mai interrotto il loro patto col demonio. Insomma orge, ricatti e messe nere sarebbero continuate, e tuttora continuerebbero tra notti di luna piena e macabre ricorrenze. «I ragazzini indemoniati che all’epoca dei delitti suonavano musica heavy e si facevano di birra e acidi oggi sono trentenni apparentemente “normali”», spiegano ancora i magistrati. «Ma non per questo hanno smesso».
Con i loro discepoli - stando alle voci di paese - si ritroverebbero, insospettabili come una compagnia di vecchi amici, dalle parti del centro commerciale «Kennedy». Nulla di illegale, fino a qua.
Le indagini però dicono che la pentola maligna non è stata ancora del tutto scoperchiata.
«Le segnalazioni sono parecchie - ammettono i carabinieri -. Riceviamo denunce di sparizione di ostie dalle chiese della zona, di violazioni di cimiteri, di profanazioni di tombe e cappelle».
Un caso emblematico, secondo gli investigatori, quello dello scorso giugno. Teatro il camposanto di Vedano al Lambro. Non sarebbero stati semplici ladri quelli che profanarono la tomba della contessa Lydia Caprara di Montala, nobildonna della Milano d’antan defunta nel 1945 dopo un’esistenza spesa nella ricerca dell’esoterismo. «Chi ha spostato la lastra di cemento pesante dieci quintali, non lo ha fatto per rubare il cofanetto che conteneva alcuni oggetti personali della defunta... Quelle reliquie, considerate magiche, probabilmente dovevano servire a ingraziarsi il maligno». Non basta il vento a spazzare la puzza di zolfo.