Betancourt minacciata: «Non torno a Bogotà»

L’ex prigioniera è considerata dalle Farc un «ostaggio fuggitivo» e quindi un «obiettivo militare»

da Bogotà

La ex candidata presidenziale colombiana, Ingrid Betancourt, ha rivelato che non può rientrare per il momento in Colombia a causa di «motivi di sicurezza» e per avere avuto avvertimenti «specifici» da parte delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). In una lunga intervista a Radio Caracol, la Betancourt, rimasta ostaggio della guerriglia per oltre sei anni e mezzo e tornata in libertà il 2 luglio scorso, ha ammesso di avere «un problema di sicurezza ovvio che mi impedisce di tornare a Bogotà». In questo senso, ha aggiunto di avere una situazione complessa che «devo risolvere intelligentemente», senza «mettere in pericolo la mia vita e quella dei miei cari». Betancourt ha poi ricordato che le Farc considerano lei e gli altri 14 ostaggi, liberati con uno stratagemma, come «fuggitivi» e quindi come «obiettivi militari». Infine, ad una domanda del giornalista sulle minacce ricevute da parte delle Farc, ha risposto: «Sì, abbiamo avuto cose specifiche. È una situazione molto complicata».
Intanto, un leader delle Farc, Aicardo Agudelo, è stato ucciso nel corso di un bombardamento di aerei colombiani in una zona nel nordovest del Paese. Agudelo, alias El Paisa, era a capo del fronte 34 delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) che opera nei dipartimenti di Antioquia e Chocó. Il cadavere di Agudelo, 52 anni, è stato trasportato a Quibdó, la capitale de Chocó, mentre le autorità si stanno occupando di ispezionare la zona per verificare la quantità di basi ribelli presenti nell’area. Agudelo era stato condannato a 40 anni di carcere per aver ordinato nel 2003 l’omicidio del governatore di Antioquia, Guillermo Gaviria, dell’ex ministro della Difesa, Gilberto Echeverri, e di otto militari che erano in ostaggio delle Farc.