La Betancourt dal Papa: "Profonda commozione"

Venticinque minuti
a colloquio con Benedetto XVI. La donna, liberata il 2 luglio dalle Farc dopo sei anni di
prigionia in Colombia, ricevuta a Castel Gandolfo

Roma - Venticinque minuti a colloquio con il Santo Padre Benedetto XVI. Ingrid Betancourt è uscita profondamente "commossa" dall’udienza avvenuta oggi nella residenza estiva pontificia di Castel Gandolfo, ed ha detto di aver raccontato al Pontefice "la sua esperienza spirituale durante la prigionia". Subito dopo il colloquio a quattr’occhi con la Betancourt, il Papa ha anche ricevuto la madre di lei, Iolanda Pulencio, la sorella Astrid con i suoi due bambini, di cui uno compie oggi 11 anni, e un cugino.

L'incontro con il Papa La Betancourt è stata ricevuta dal Papa in udienza privata a Castel Gandolfo, intorno a mezzogiorno. La donna liberata il 2 luglio dalle Farc dopo sei anni di prigionia in Colombia, è giunta al palazzo apostolico insieme alla madre che era già stata ricevuta da Benedetto XVI mentre la figlia era prigioniera, la sorella Astrid e i due figli di lei. La Betancourt aveva espresso tra i suoi primi desideri quello di incontrare il Pontefice, il quale aveva fatto sapere che l’avrebbe ricevuta appena possibile. Ad attendere Ingrid Betancourt a Castel Gandolfo, sulla piazza antistante il palazzo apostolico, c’erano il sindaco della cittadina, Maurizio Colacchi, e alcuni curiosi, tra i quali anche alcuni colombiani residenti in Italia che hanno esposto una bandiera del Paese sudamericano, ed hanno auspicato una sua ricandidatura alla presidenza della Colombia.

Betancourt: "La politica non è tra le mie priorità" "La politica in Colombia? Non è tra le mie priorità, per adesso non è tra le mie ambizioni. Forse in futuro", ha dichiarato la Betancourt raccontando che "dopo 7 anni passati nella selva, tra violenze e soprusi", sono cambiati i suoi obbiettivi: "Ora voglio dar voce a chi non ha voce. Non solo in Colombia. Voglio lottare, mobilitarmi per liberare altre donne e altri uomini, tutti coloro che si trovano, come me un tempo, in condizioni di sofferenza. Cercando il dialogo, nuove aperture". E ha aggiunto: "Voglio costruire un’equipe di persone che possano aiutarmi in questa mia missione. Voglio restituire agli altri quello che è stato fatto a me in tutti questi anni". Durante l’incontro la Betancourt ha lanciato un messaggio ai capi della guerrilla colombiana: "Vi conosco bene. Conosco i vostri obbiettivi, ho vissuto con voi per 7 anni. Ricordatevi che il mondo vi sta guardando. Vi chiede di aprire il vostro cuore al di là dei calcoli politici, di dare spazio ad un maggiore senso di umanità. Senza odi e vendette. La pace è importante". E sulla guerrilla colombiana ha ancora aggiunto: "Vivono tutti in una situazione di autismo. Non ascoltano, non vedono. Esistono solo per se stessi. Senza riuscire a dare spazio ad altre voci".