Bettini in dieci giorni dal trionfo al dramma

Morto in un incidente stradale il fratello Sauro: lo aveva spinto al ciclismo ed era il suo primo tifoso

Pier Augusto Stagi

Stava vivendo il momento più bello e magico della sua carriera, uno dei più belli della sua vita, secondo solo alla nascita della sua Veronica. Adesso Paolo si trova a dover piangere la perdita di suo fratello, morto in un incidente stradale l’altra sera, poco prima della mezzanotte, quando era a due passi da casa. Si chiamava Sauro, aveva 42 anni, era il fratello maggiore. Sauro Bettini era alla guida della sua auto, una Subaru, quando sbandando è andato a urtare un cordolo di cemento. La macchina ha poi cappottato ed è finita fuori strada, in un fossato. Sauro, che è stato estratto dall’abitacolo dai vigili del fuoco, è morto pochi minuti dopo l’arrivo in ospedale. Lascia la moglie e un ragazzino di 10 anni, anche lui corridore in erba.
Era stato Sauro a trasmettere la passione del ciclismo a suo fratello Paolo, e appena gli impegni di lavoro glielo consentivano, lo seguiva con passione. Era uno dei promotori della festa per la vittoria ai Mondiali di Salisburgo, che il comune di Bibbona stava organizzando per le prossime settimane quando la stagione agonistica si sarebbe conclusa. «È un momento durissimo – ha detto Paolo Bettini – voglio solo dire a tutti coloro che desiderano ricordare Sauro di non inviare fiori, ma di cercare di dare quello che possono in beneficenza per qualsiasi causa ritengano utile. Sauro avrebbe voluto questo».
Sauro voleva che Paolo diventasse campione del mondo, e in principio aveva voluto fortemente - e più di altri - che Paolo diventasse ciclista. «Era orgoglioso di me, moltissimo», ricorda con la voce rotta dalla commozione il neo iridato. Otto giorni sono passati da quella domenica, otto giorni di gioia, festa, spensieratezza, in giro per l’Italia con la testa fra le nuvole. Otto giorni sono bastati a cambiare tutto: prima da una parte, poi dall’altra. Nulla, adesso, sarà più come prima. È facile pensare che d’ora in avanti, a ogni 24 settembre, nel ricordo del fantastico volo verso il titolo mondiale, Paolo andrà con la mente oltre il traguardo, per finire a quel dannatissimo 2 ottobre e a quella curva dove il cuore di Sauro si è fermato.
Vincerà ancora, Paolo, vincerà ancora tanto e bene, ma nulla potrà essere come prima. Nulla come quel 24 settembre in cui Monica e la piccola Veronica, mamma Giuliana e papà Giuliano, la sorella Katia e Sauro - il fratello tifoso - Tommasina e il piccolo Francesco, tra le note dell’inno di Mameli, a loro modo si sentirono tutti campioni del mondo. D’ora in avanti sentiranno soltanto il vuoto di Sauro.