Bettini e l’altra Italia: sfida nelle Ardenne

Pier Augusto Stagi

Oggi si chiude, si sbaracca, dopo una quindici giorni al Nord che per i colori italiani sono stati avari di soddisfazioni. Ultimo atto sulle strade della Liegi, ultima possibilità per i cacciatori di classiche di portarsi a casa la corsa che può valere un'intera stagione, per molti una carriera. Poi spazio ai grandi giri, al Giro d'Italia, che qui dal Belgio muoverà le prime pedalate il 6 maggio prossimo. Cambiano le strade, mutano gli scenari e con essi i nomi dei protagonisti.
Via Tom Boonen che, dopo la vittoria nel Fiandre e il secondo posto nella Roubaix di Cancellara, si gode venti giorni di riposo, prima di riprendere la preparazione in vista del Tour. Via i passisti veloci alla Hushovd o Petacchi. Via Filippo Pozzato (ieri ha vinto il circuito del Levante, oggi si correrà anche l'Appennino), che in questa primavera ci ha regalato il sorriso di Sanremo. Spazio ai corridori di fondo, di resistenza, quelli che dovranno prendersi l'intera scena sulle strade del Giro per tre settimane: Ivan Basso, Damiano Cunego, Danilo Di Luca e Gilberto Simoni su tutti. Ma ci sarà anche e soprattutto Paolo Bettini, che il Giro correrà non per vincerlo ma per lasciare un segno, mentre oggi correrà per vincere per la terza volta la Liegi-Bastogne-Liegi. «Sto bene, sento di poter fare una grande corsa, temo soprattutto Basso, perché è forte e sarà sorretto da una grandissima squadra, la Csc».
Viene chiamata semplicemente la «Doyenne», la decana delle classiche, perché nata nel 1894. Viene definita dai corridori «giusta», perché salvo poche eccezioni, la Liegi-Bastogne-Liegi è corsa che premia il più forte, non il più fortunato. Il Fiandre è corsa per specialisti, con i suoi muri in pavé che guardano all'insù; la Roubaix è corsa per pochi folli temerari; la Liegi è sulla carta corsa per tutti, ma non per tutti. Dura, durissima: si snoda nelle Ardenne, caratterizzata da 12 cotes, salite più lunghe dei muri fiamminghi. La più famosa delle cote è la Redoute (km 227): 2,3 km al 7,4% di pendenza. L'ultima è quella di Saint-Nicolas, a 5 km dall'arrivo: 900 metri all'11%. È stata ribattezzata ufficialmente «cote des italiens» per la presenza di italiani in questo comune.