Bettini in fuga ma dal fisco: «Undici milioni? È tutto ridicolo...»

«Avrei evaso undici milioni di euro? Solo a pensarci mi scappa da ridere». Paolo Bettini, il due volte campione mondiale e oro olimpico ad Atene, dopo lo smarrimento iniziale, la prende con filosofia. Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle l'atleta toscano avrebbe evaso il fisco per quasi 11 milioni di euro trasferendo la residenza nel Principato di Monaco, paese a fiscalità privilegiata, allo scopo di sottrarre a tassazione i redditi percepiti. L'operazione della Guardia di Finanza si è conclusa nei giorni scorsi, dopo un anno di indagine. «È vero, è da un anno che ho questo accertamento in corso ­ ha confermato il campione olimpico -. A più riprese ho dato spiegazioni, ma a quanto pare al momento sono servite a poco. Cosa posso dire: in questi anni ho fatto tanti sacrifici, sia su che giù di sella. Sono sempre andato in giro a testa alta e penso di poterlo fare anche in futuro. Avrò modo e tempo per chiarire tutto».
Gli investigatori avrebbero raccolto «incontrovertibili» elementi probatori che hanno permesso di ricondurre in Italia il centro degli affari e interessi economici del famoso professionista (iscritto alla Aire, anagrafe degli italiani residenti all'estero dal 2003 al 2008). L'attività di intelligence, condotta dai finanzieri in stretta collaborazione con l'amministrazione finanziaria civile, ha evidenziato, sotto il profilo economico, che il ciclista è proprietario di immobili in Italia ed è titolare di quote in società italiane, adoperandosi personalmente nella loro gestione. Inoltre le indagini hanno appurato che il nucleo familiare di Bettini ha sempre dimorato a Riparbella, dove la moglie Monica e la piccola Veronica da sempre vivono.
«Spero solo che le mie grandi vittorie non vengano offuscate da questa vicenda. Io so di poter chiarire tutto e il tempo è galantuomo». Ma se le tocca pagare undici milioni di euro, torna a correre? «L’unica cosa che posso fare è mettermi a ridere, perché la cifra che mi contestano non sta né in cielo né in terra».