«La Betulia liberata» al Dal Verme Mozart fanciullo per i Pomeriggi

Manacorda dirige un raro Oratorio commissionato dalla città di Padova al grande musicista di Salisburgo

Piera Anna Franini

Il 27 gennaio, giorno del duecentocinquantesimo compleanno di Wolfgang Amadeus Mozart, è alle porte. Il mondo musicale, austriaco in testa, è in pieno fermento.
Da tempo sono stati programmati omaggi: singoli o disciplinati all’interno di un calendario di celebrazioni. Milano, città chiave dei viaggi del prode Amadé(come Mozart amava firmarsi), brilla fra le città italiane impegnate sul fronte mozartiano.
Fra le istituzioni sensibili a tutto ciò, spiccano I Pomeriggi Musicali che giocano la carta di una rarità proponendo La Betulia Liberata, oratorio di un Mozart poco più che fanciullo. Sul podio dei Pomeriggi, Antonello Manacorda. L’appuntamento è per stasera alle 21 e sabato alle ore 17, al Teatro Dal Verme.
Oratorio – quindi testo sacro in musica, sprovvisto di scene – su libretto di Pietro Metastasio, all’epoca poeta laureato presso la corte di Vienna. La vicenda è tratta dal Libro di Giuditta della Bibbia e si concentra sull’episodio della presa della città di Betulia (leggasi: «Casa del Signore Dio») da parte di Oloferne, nemico degli Ebrei, e della sua liberazione da parte di Giuditta, l’eroina che ispirò anche compositori come Carissimi, Scarlatti, Cimarosa e Honegger.
La Betulia Liberata era il frutto di una commissione italiana: in una lettera del 1771 Leopold, sorta di padre-manager, accennava a un Oratorio richiesto dalla città di Padova. Si sa che il piccolo Mozart assolse l’impegno ma non vi sono tracce sull’esecuzione dell’Oratorio: a dire il vero è ancora tutto da dimostrare se mai ve ne fu una. Si sa che tredici anni dopo, Mozart prese in considerazione l’idea di una rielaborazione, richiedendo il manoscritto al padre, a Salisburgo, per far fronte ad alcune richieste viennesi.
Un lavoro, dunque, tutt’altro che inflazionato, diciamo pure una primizia affidata ai soprani Lisa Larsson e Barbara Bargnesi, ai mezzosoprani Anna Rita Gemmabella e Alessia Nadin, al tenore Thomas Walker, e al basso Maurizio Lo Piccolo. Il Lettore è Nicola Orofino.
L’ArsCantica Choir sarà diretto da Marco Berrini, spesso in collaborazione con i Pomeriggi, si ricordano il concerto del giugno 2003, in Sant’Ambrogio, con musiche di Bach, Vivaldi e Bettinelli, l’apertura della stagione 2003, e ancora la Messa in do minore KV 427 di W. A. Mozart, il Messia di Haendel e la Messa in la bem. magg. D 678 di Schubert .
Manacorda, di Torino, classe 1970, è un violinista di vaglia, musicista a tutto tondo. Su di lui ha scommesso pure Claudio Abbado che l’ha nominato Konzertmeister della Gustav Mahler Jugend Orchestre. Nel 1997, sempre su stimolo di Abbado, Manacorda ha fondato la Mahler Chamber Orchestra della quale è violino di spalla e vicepresidente.
L’altalena fra archetto e podio è ormai regolare per Manacorda che ha deciso di affinare la tecnica affidandosi a mani esperte. Quelle del finlandese Jorma Pannula, artefice di una bottega speciale, forgiatore di talenti come Esa-Pekka Salonen e Mikko Franck.