Biagi torna alla Rai Ma sui suoi giornali l’esilio continua

Bisognerebbe capire se Enzo Biagi, che per andarsene volontariamente dalla Rai si fece dare una buonuscita netta di 3 miliardi di lire più le spese mediante un accordo per lui «pienamente soddisfacente» che lo gratificava «sotto tutti i profili, morali e materiali», riceverà adesso una buonarientrata. Com’è noto, è stato Biagi in persona, intervistato su Raitre da Fabio Fazio, a dare l’annuncio del suo ritorno in Rai. Cinque giorni dopo, un secondo annuncio: al medesimo Fazio il medesimo Biagi ha conferito un premio di giornalismo del valore di 30 milioni di lire (non suoi, ci mancherebbe), che saranno anche la centesima parte di 3 miliardi ma buttali via.
Il Corriere della Sera continua ad accreditare la favola del venerando giornalista estromesso dalla Rai dopo l’«editto bulgaro», circostanza peraltro smentita a suo tempo dal diretto interessato con tanto di comunicato all’Ansa. Il fatto è (il fatto c’entra sempre) che il medesimo Biagi nel frattempo è stato estromesso, o si è autoestromesso, anche dal Corriere (sparita la rubrica domenicale Strettamente personale in prima pagina), dall’Espresso (inghiottiti nel nulla gli Annali che però erano settimanali), dal Magazine del Corriere (scomparsa la pagina finale Diciamoci tutto, forse perché non aveva più nulla da dire), da Tv Sorrisi e Canzoni (il 29 luglio, prima di partire per le ferie, ha scritto un’ultima puntata di Storie della vita, dal titolo profetico, «Tira dentro il nonno», e non s’è più rivisto). Magari, a 86 anni, gli manca solo un po’ il fiato. Ma siamo sollevati nell’apprendere che un nuovo contratto Rai glielo farà ritrovare a primavera.