Bianchi: un autovelox ogni 500 metri

Lui certo non sta dalla parte degli automobilisti, per il semplice motivo che non lo è. A parte l’auto blu con autista che lo accompagna a casa, il ministro Alessandro Bianchi, professore di urbanistica di fede Pdci, se proprio si sposta da solo usa «il motorino del figlio», oppure quella vecchia Guzzi Ambassador del ’71, «un vero cimelio di cui vado fiero». L’auto, da dieci anni, la guida sempre meno. Ecco, sarà per questo che Bianchi vede gli automobilisti come dissennati da controllare a vista, nessuno escluso. E di idee per farlo il ministro ne ha a dozzine. Tempo fa disse di voler introdurre una «scatola nera» su ogni auto e limitatori automatici della velocità che impediscano al conducente di guidare oltre i limiti consentiti. Un po’ invasiva, ma c’è di mezzo la sicurezza. Ora il ministro ne ha un’altra, migliore. Un esercito di autovelox. «Ne vorrei di più, dappertutto, quasi ogni 500 metri di strada», dice il ministro dei Trasporti in un’intervista al mensile Automobilismo. Ora, in Italia ci sono circa 467mila km di strada complessivi. Due autovelox per ogni km fanno 935mila autovelox, disseminati sulle strade italiane a fotografare e multare ogni trasgressione. Questo vorrebbe anche dire carta bianca per i Comuni per mettere gli autovelox anche sulle molte strade comunali con limiti di velocità bassissimi (20-30km/h), difficili da rispettare anche per chi non è un pirata. Il guadagno per le casse comunali salirebbe alle stelle.
Certo, il ministro riconosce che alcuni Comuni «fanno un uso distorto» dell’autovelox per fare cassa. «In effetti è vero - ammette Bianchi - che quote importanti delle entrate dei Comuni derivano da queste apparecchiature fisse». Ma, tolto questo particolare, la cosa non preoccupa granché il ministro. Ne servono di più, «l’importante è che non siano a tradimento, dietro una curva ma che siano ben visibili e inducano così a rallentare».
Però, se succede di andare più forte - e con un autovelox ogni 500 metri può capitare anche al più prudente degli automobilisti - scatta la multa. E qui c’entra ancora Bianchi. Perché il suo ddl sulle modifiche al codice della strada, già approvato alla Camera, inasprisce le sanzioni. Fino a 1500 euro per chi supera i limiti di 40km/h, multe fino a 594 per chi guida mentre ascolta l’iPod o parla al telefonino. Non basta il nuovo bollo che tartassa le auto più vecchie ed economiche diffuse nelle classi a basso reddito, con un rialzo dell’80%, la campagna contro i Suv, gli aumenti dei pedaggi autostradali, la crociata dei Verdi contro il diesel. Il Codacons ha calcolato che il costo dell’auto è salito di 403 euro per famiglia. Ma la linea sembra essere questa. Bianchi qualche mese fa ha proposto anche multe di 20mila euro per chi passa col rosso.
Ma far pagare sanzioni più severe serve a diminuire gli incidenti? «Le leggi e le strutture ci sono - spiegano all’Aci - il problema è che servono a poco se poi non vengono fatte rispettare. Una pattuglia visibile è molto più utile, ai fini della sicurezza stradale, di un autovelox nascosto». Anche perché dall’ultimo rapporto Aci-Censis risulta che le infrazioni più multate sono le più lievi. La trasgressione che ha maggiore probabilità di essere sanzionata è il parcheggio in divieto di sosta, mentre il mancato rispetto delle precedenze è sanzionato appena il 3.3% delle volte, l’inversione a U il 6.5%, la guida contromano il 9.0%. Cioè, i pirati spesso la fanno franca, mentre finiscono col pagare le multe tutti gli altri.
Ci vorrebbero più parcheggi forse. Macché. «Sono contrario ai parcheggi - dice Bianchi -. Attirano le auto, non le diminuiscono. Più parcheggi, più auto. Nei centri storici non si dovrebbe parcheggiare. I residenti? Farei speciali permessi solo per chi ha un box o il posto in garage». Classista un ministro comunista? «È classista anche abitare in centro storico, direi. Nonostante ci abiti pure io, in centro». La classe operaia vada in garage.
Paolo Bracalini