Bianchi elogia Fidel e attacca Bush. La Cdl: «Vergogna»

Il ministro: «Il presidente Usa? Il peggiore. Castro mi emoziona». Fini: «Parole infami». Casini: «Nel governo c’è troppa confusione»

da Roma

Ma Romano Prodi non li aveva invitati a stare zitti, i suoi ministri? Eccolo invece il professor Alessandro Bianchi, titolare dei Trasporti in quota Pdci, mitragliare a tutto campo, dal Ponte di Messina, «opera inutile e dannosa», a Bush «peggiore presidente» della recente storia Usa, dall’Irak ove gli attacchi terroristici «derivano da una parte del Paese che sta resistendo a una cosa che ha subìto» sino a Fidel Castro che ammira e gli suscita «emozioni forti».
Quasi una paginata sul Corriere di ieri, e non è da credere che Aldo Cazzullo gli abbia strappato a forza quei giudizi universali. Il «tecnico» prestato alla politica ha fatto tutto da solo, inondando di virgolettati certamente imbarazzanti per il neo premier, se persino sulla Tav in Val di Susa Bianchi dice che «non dev’essere violata la compatibilità sociale e ambientale». Così Pier Ferdinando Casini ironizza sul «tasso di confusione e approssimazione troppo grande per un governo europeo» come quello promesso da Prodi, e boccia duramente le uscite del ministro: «Parole vergognose - dice Casini -. Bush è un leader che possiamo contestare ma è eletto dal popolo, non mi risulta che Castro abbia mai vinto un’elezione». Gianfranco Fini gli fa eco spiegando che «quella messa su da Prodi è una torre di Babele. Siamo di fronte a dei dilettanti allo sbaraglio. Ferrero, Bianchi, ma chi sono?». Più pesante Roberto Calderoli, che esorta l’ex rettore a «cambiare il proprio cognome da Bianchi in Rossi e andare a fare, se lo vorrà, il ministro a Cuba».
La perla dell’esternazione infatti, sta nell’entusiasmo del neo ministro che ha assistito a uno di quei comizi defatiganti di Fidel all’Avana - ore e ore, anche otto di fila un tempo - ai quali ormai vanno ad assistere soltanto i vecchi come lui e gli impiegati statali: «Ascoltare per ore e ore il discorso del 1° maggio di Fidel nella piazza grande mi ha dato emozioni forti. Ammiro molto quel che Castro ha fatto nel ’59, e anche dopo, resistendo all’assedio. So anche che esiste una fetta di diritti civili che non vengono rispettati. Cuba ha un potenziale umano straordinario: tra qualche anno, con gli investimenti in ricerca che sta facendo, sarà in grado di primeggiare nel mondo».
Pur se a far strappare le vesti al centrodestra è quando Bianchi s’interroga «ma perché siamo andati a fare la guerra» in Irak?, e alla domanda se gli attentati siano opera di resistenti o terroristi risponde: «È difficile spaccare la cosa. Gli attacchi hanno assunto un carattere palesemente terroristico. Ma come si fa a non dire che derivano da una parte del Paese che sta resistendo a una cosa che ha subìto?». «Dichiarazione infame», tuona ancora Fini, «mi aspetto che Prodi e D’Alema smentiscano il loro ministro». «Parole vergognose», rincara Isabella Bertolini. Bianchi «è un intollerabile bugiardo», fulmina Carlo Giovanardi.