Il «bianco» aumenta ancora, 7 miliardi di export

«Il 2006 è andato bene», conferma Moscatelli, presidente di Ceced

Un mercato in salute, quello degli elettrodomestici nel nostro Paese. Che ha chiuso il 2006 riconfermando nella sostanza i trend positivi degli anni precedenti. Spinto dal lievitare della domanda interna, il comparto del «bianco» (frigoriferi, lavatrici) ha segnato una crescita del 4,2% sul 2005, mentre i piccoli apparecchi si sono attestati su un più 6,2 per cento. C’è soddisfazione, quindi, in Ceced Italia, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce il 90% delle aziende che operano in Italia nel settore degli apparecchi domestici e professionali. Una realtà industriale di rilievo, che occupa più di 150mila addetti e vale un fatturato complessivo di 10 miliardi di euro, 7 dei quali derivanti dall’esportazione. «Il 2006 è andato bene, con un significativo aumento di fatturato per il settore - conferma Piero Moscatelli, presidente di Ceced Italia - mentre la produzione interna è rimasta stabile».
Tra le sfide che attendono il settore nel prossimo futuro, particolare rilevanza assume quella legata alla tutela dell’ambiente, soprattutto alla luce della direttiva europea Weee (nota anche come Rae), che dispone la responsabilità dei produttori nel recupero e smaltimento degli elettrodomestici dismessi. Una direttiva che l’Italia ha recepito, ma alla quale il governo non ha ancora fatto seguire i necessari decreti attuativi. «Finora ci siamo organizzati autonomamente, dando vita a una serie di consorzi tra produttori, ma attendiamo che il ministero dell’Ambiente ci spieghi come procedere - precisa Moscatelli - sarà necessario, per esempio, aprire un registro dei produttori, per assegnare quote effettive di responsabilità nello smaltimento in base alla market share di ciascuno».
All’ordine del giorno dei colloqui tra Ceced Italia e le istituzioni c’è anche la richiesta di maggiori investimenti a sostegno delle imprese per la ricerca e lo sviluppo. Premesse indispensabili, se si vuole rimanere competitivi su un mercato internazionale sempre più affollato. Ed è in particolare sui Paesi europei, con un occhio di riguardo a quelli dell’Est, che i produttori italiani puntano per fare business Oltreconfine. Ma non solo. «Alcuni comparti, come l’air conditioning e i piccoli elettrodomestici - conclude Moscatelli - stanno lavorando tanto anche con la Cina».