Bianco su bianco, il ricamo dall’atelier alle sale del Ducale

Carla Valentino

Tra i capi esposti quello che incuriosisce e diverte di più i visitatori è probabilmente il paio di mutandoni per signora in tela di lino alla moda degli anni Settanta dell'Ottocento, rifiniti sotto il ginocchio da una striscia ricamata. La rassegna «Bianco su bianco. Ricami di un atelier genovese dell'Ottocento», in corso a Palazzo Ducale e organizzata da Regione, Fondazione Colombo e Comune di Alassio, ci riporta infatti indietro nel tempo, alla biancheria femminile ma anche a quella per il bambino e per la casa del periodo 1855-1880, quando ricamare a mano i capi del corredo era una consuetudine a cui donne e ragazzine dedicavano tempo, abilità e pazienza: le più agiate per diletto, le altre per guadagnarsi da vivere, lavorando spesso a domicilio.
La raccolta proviene dall'atelier di Maria Oneto Noli, intraprendente madre di famiglia di Sampierdarena attorniata da undici figli, ricamatrice professionale e commerciante a capo di una piccola azienda. Sono in mostra non solo capi finiti ma anche teli già adorni di ricami e non ancora tagliati, che documentano le varie fasi della lavorazione, a partire dal disegno iniziale tuttora visibile. Questa tradizionale forma di artigianato ligure era specialmente diffusa proprio nella borgata di Sampierdarena, primo polo industriale del genovesato, comune autonomo dal 1865.
Molto belli gli esempi di «pezzotto», il tipico velo bianco indossato sul capo dalle donne genovesi, in batista di lino con fini ricami sui due lembi che scendono davanti. Uno in particolare si può ammirare abbinato ad un abito lungo in taffetas di seta verde oliva che risale agli anni Sessanta dell'Ottocento.
Numerose le «giubbe da mattino» o matinée, il capo indossato cioè dalle signore al mattino, aderente o di linea diritta, dove il ricamo orna colletto, polsi e falde. Ne esistono versioni per bambine, in tutto simili a quelle delle mamme.
La «sottana» o sottogonna presenta balze ricamate o, in alternativa, un'arricciatura sul dietro che lascia spazio al «panier», il cuscino con l'importante funzione di tenere sollevata la gonna. Gli eleganti grembiuli sfoggiano bordi lavorati in bianco, ma anche in bianco e rosso o in bianco e blu. Tra i fazzoletti spiccano quelli da lutto, ricamati in bianco e nero.
Nell'abitino lungo da battesimo, in batista, lo splendido lavoro ad ago sale a piramide verso l'alto, disegnando volute e motivi floreali, mentre a maggiore semplicità sono improntati altri capi per bambini, come camicine e sottovesti. Sontuosa la biancheria da letto, con diversi esempi di federe rettangolari e un lenzuolo dalla risvolta interamente ricamata.
La mostra «Bianco su bianco. Ricami di un atelier genovese dell'Ottocento» prosegue, con ingresso gratuito, a Palazzo Ducale nella sala Liguria Spazio Aperto fino al 25 settembre 2005, tutti i giorni dalle 9 alle 19.