Biancocelesti ingenui Rossi si consola: «I risultati verranno»

Il tecnico: «La migliore prova in trasferta Serve più cinismo» Pandev: «Dominato il primo tempo»

da Livorno

«Quella vista a Livorno è stata forse la migliore Lazio vista in trasferta, eppure dobbiamo commentare una sconfitta. Ma alla squadra non posso fare rimproveri: ha giocato con personalità e determinazione, è mancato solo un po’ di cinismo in attacco». Il tecnico biancoceleste, Delio Rossi, negli spogliatoi del Picchi di Livorno è il ritratto dell’amarezza. Per il risultato, ma non per la prestazione dei suoi. «Abbiamo messo in difficoltà una squadra che in casa non subiva gol dalla prima di campionato - dice - e questo è sicuramente un grande merito, semmai avremmo dovuto essere più cinici e non segnare un gol solo su almeno nove occasioni nitidissime». Certo, Rossi ammette che la sconfitta di ieri è una battuta di arresto che fa ancora più male alla luce dei risultati delle dirette concorrenti nella corsa europea. «È senz’altro un’occasione persa - spiega il tecnico - perché potevamo davvero fare un bel balzo in classifica. Ma di fronte a prestazioni come quella di oggi (ieri, ndr), che è frutto di una continuità di rendimento, credo che possiamo stare tranquilli: arriveranno anche i risultati». Infine, un giudizio su Di Canio, sostituito subito dopo il gol del vantaggio del Livorno. «Il cambio era già deciso - conclude Rossi - ma il gol del Livorno è arrivato prima che avvenisse. Sono comunque soddisfatto della partita di Di Canio che ha svolto bene il compito che gli avevo affidato».
Deluso anche l’autore del gol laziale. «Nel primo tempo abbiamo dominato - spiega Pandev - ma non siamo riusciti a fare gol e questo è stato il nostro difetto principale. Poi nel secondo tempo abbiamo faticato anche a causa del vento, ma abbiamo avuto il merito di rimontare il vantaggio e comunque credo che in campo si sia vista la migliore Lazio della stagione».
Quello di ieri è stato anche un derby tra tifoserie di opposte fazioni politiche. E Paolo Di Canio, uscendo dal campo dopo la sostituzione, al 14’ della ripresa, non ha perso l’occasione di rivolgere alla curva dei tifosi labronici un saluto romano, chiaro, evidente, anche se non plateale come quello mostrato nel derby d’andata della passata stagione. Un gesto di cui il capitano biancoceleste deve essersi pentito in diretta, se è vero che ha cercato di camuffarlo con gesti della mano. Un episodio che non è piaciuto al portiere amaranto Amelia, un ragazzo cresciuto a Roma e nella Roma. «È un gesto stupido, non è la prima volta che lo fa, esiste un regolamento e credo che la federazione debba prendere provvedimenti».