Biasotti convinto, ma solo a ripensarci

Ferruccio Repetti

L’interrogativo adesso è: davvero riuscirà nell’impresa Sandro Bondi, laddove non ce l’hanno fatta autentici pezzi da novanta di Forza Italia (e della politica) come l’ex ministro e attuale presidente del Copaco-Comitato di controllo sui servizi segreti, Claudio Scajola, il vicecoordinatore nazionale enti locali Enrico Nan, o il coordinatore regionale ligure Michele Scandroglio, per tacere dello stesso leader della Casa delle libertà Silvio Berlusconi? Insomma, finora ci hanno provato molti, e illustri, ma invano, a far candidare Sandro Biasotti a sindaco di Genova o in subordine a presidente della Provincia. L’unico però che sembra aver toccato le corde giuste, con parole che vanno diritte al cuore - «Caro Sandro, sei una risorsa e un valore aggiunto per il centrodestra. E poi, noi ti vogliamo tanto bene» - è il coordinatore nazionale di Forza Italia. Cui sarebbero bastati, per essere convincente, i pochi minuti di compagnia con l’ex governatore della Liguria sui sedili dell’auto blindata diretta da Rapallo a Santa Margherita per condurre entrambi a santificare l’incontro degli azzurri liberali di Alfredo Biondi e Raffaele Costa.
Il bello è che Biasotti, sempre pronto a schermirsi - «Grazie, ma non sarò mai in corsa per Palazzo Tursi o Palazzo Spinola, voglio vincere in Regione nel 2010» - questa volta ha abbozzato qualcosa più d’un sorriso. Che non vuol dire che accetta, se mai che ci penserà ancora un po’ su prima di decidere. A determinate condizioni, par di capire da quel poco che è uscito dai finestrini dell’automobile e dalle scarne ammissioni dei protagonisti: che ci sia un’investitura unanime dei partiti della Casa delle libertà, che ci si parli con la voglia di capirsi, e che poi si vada tutti uniti, «perché - insiste Biasotti, con l’incrollabile ottimismo della ragione - uniti si vince». Troppo presto per dire che il centrodestra ha trovato finalmente il suo campione per andare alla conquista del vertice di via Garibaldi. Intanto anche Gianni Plinio, capogruppo di Alleanza nazionale in Regione, torna alla carica con un invito esplicito: «L’ho sempre detto, Sandro sarebbe il candidato giusto. Dobbiamo convincerlo in coro a scendere in campo». Più sfumata, senza dubbio, la posizione di Udc e Lega i quali, comunque, davanti alla prospettiva di un candidato particolarmente forte da opporre a Mario Margini - pochi ritengono credibile la candidatura di Marta Vincenzi, a nome del centrosinistra «ufficiale» - potrebbero convincersi a sciogliere ogni eventuale riserva e sostenere compatti Biasotti. (...)