Biasotti lancia il «Progetto ponente»: sanità, porticciolo e parco di Pratozanino

Una giornata di sole terso sul mare azzurro, per il ponente genovese. A Cogoleto le premesse diventano promesse sulla veranda dell'hotel Eco del Mare. C'era tutto il Pdl di Arenzano e Cogoleto ieri a gustare una schiarita di primavera dopo una stagione di pioggia e nuvole. Allusioni climatiche, ma soprattutto speranze politiche. E un progetto chiaro. Si chiama «Progetto ponente», infatti, il documento che è stato presentato al candidato governatore Sandro Biasotti da politici, e semplici simpatizzanti del centrodestra. Come Bartolomeo Ferro, ex consigliere comunale, che ha lavorato mesi per elaborare il progetto del porticciolo di Cogoleto. Il capogruppo Pdl in municipio, Maria Elena Dagnino, si è occupata invece del futuro dell'area Stoppani («dove deve essere portata a termine la bonifica trovando le risorse e dove dovranno sorgere attività produttive collegate al nuovo porticciolo»), mentre il consigliere Federico Giusto ha parlato di Pratozanino. E poi il problema della sanità «che si allontana sempre più dai cittadini del ponente col progressivo smantellamento dell'ospedale di Voltri» e dell'emergenza cardiovascolare «che costringe a correre a Sampierdarena o San Martino», spiega Renato Moiana. E ancora la sicurezza e il lavoro con la perdita di oltre 2 mila posti dopo la chiusura dell'ospedale psichiatrico, della Tubi Ghisa e della Stoppani. Una economia «che ha subito la vicinanza col comune di Genova», è la giustificazione del coordinatore di Arenzano, Maurizio Scaiola, che ha messo in guardia: «ora che si sono liberate aree di grande valore, bisogna stare attenti che non vengano aggredite in modo improprio». Mentre il coordinatore di Cogoleto, Aldo Siri, non ha esitato a puntare il dito su «decenni di governo della sinistra che nei due comuni ha imposto un modello di sviluppo sbagliato, accentratore e dirigistico». Parole di speranza arrivano dal coordinatore provinciale, Roberto Levaggi, e dal vice coordinatore, Gian Nicola Amoretti. «Il Ponente è la chiave di volta per la vittoria di Biasotti», ha avvertito Levaggi con ottimismo perché «se siamo riusciti a prendere comuni come Casarza Ligure, considerata la Stalingrado della Liguria, significa che tutto è possibile quando si ha una buona classe dirigente». Tanto più che «se sono state chiuse Cornigliano e Stoppani, il merito va a Sandro Biasotti che è riuscito ha raggiungere un obiettivo dove la sinistra invece si presentava continuamente spaccata». D'altra parte, interviene il coordinatore regionale Michele Scandroglio: «chi ha governato da tanto tempo il territorio prima come assessore, sindaco, ministro dei trasporti e infine governatore creando lo sfacelo in cui si trova Genova? Noi abbiamo scoperto che ogni ambito o territorio ha delle peculiarità che solo chi ci vive le conosce». Ma per fortuna «Arenzano e Cogoleto hanno delle risorse di sviluppo enormi che la California ci invidierebbe», ha concluso Biasotti che garantisce: «allegherò il progetto che mi avete presentato al programma perché avete fatto un lavoro splendido». Insomma, «stiamo organizzando un partito aperto al contributo di tutti», aveva esordito Amoretti che è stato immediatamente servito.