«Biasotti naïf, ma resta una risorsa» Il senatore Grillo promuove il confronto aperto nel partito azzurro

«Forza Italia deve prendere in mano la situazione, all’interno della Casa delle libertà, e interpretare al meglio i sentimenti dei moderati. Ma deve farlo subito, in vista delle scadenze elettorali amministrative del prossimo anno che interessano, fra l’altro, il Comune e la Provincia di Genova e di La Spezia.
Abbiamo appena votato, senatore Grillo, e lei parla già del 2007...
«Certo. Se non ci prepariamo per tempo, rischiamo altre sconfitte».
Ci vogliono programmi e candidati giusti.
«Proprio per questo insisto nel dire che il partito azzurro deve affrontare il problema della classe dirigente sul territorio che non è all’altezza delle forza elettorale del partito».
Luigi Grillo si infervora: il senatore azzurro, appena nominato capogruppo di Forza Italia nella commissione Infrastrutture di palazzo Madama e promosso nel direttivo, ha appena censurato pesantemente il ministro Antonio Di Pietro, contestandogli punto per punto le affermazioni «sui conti pubblici e sulla condizione dei residui passivi in capo a ogni ministero e agli enti pubblici di diretta pertinenza. Il ministro - è il suo giudizio - ha idee molto approssimative,conseguenza del suo stato confusionale». Ma la passione torna ad accendersi per il partito. E promette: «Voglio adoperarmi fin da ora per costruire al meglio il rapporto di Forza Italia col territorio».
Detti la ricetta, senatore.
«Più che elaborare, ad esempio, un nuovo statuto del partito, sarebbe importante definire fra dirigenti, iscritti, simpatizzanti le linee portanti della proposta politica».
Non basta.
«Poi, dovremo riflettere su un altro punto fondamentale: l’unità del partito è un valore che non può essere calato dall’alto. E allora, diamo spazio al confronto aperto».
...che pare sia un po’ mancato.
«Non vuol dire. Guardiamo avanti. Dobbiamo impegnarci tutti, dare il giusto spazio alle regole, sentirci e far sentire tutti coinvolti, responsabilizzati. In questo senso, non possiamo permetterci di perdere qualcuno per la strada».
Anche se quel qualcuno si defila, o prende posizioni autonome?
«Guardi, l’articolazione è un fatto positivo. Bisogna capirci, all’interno nostro e dell’intera Casa delle libertà. Prendiamo Sandro Biasotti...
Se ci riuscite, a prenderlo!
«Certo che ci riusciamo. Biasotti è un’articolazione della Cdl, va capito e rispettato. Ha fatto un sacco di errori di natura politica, è vero, per colpa dell’inesperienza».
Cominciamo col processo?
«Niente affatto. Anzi, lo dico con grande apertura. L’ex presidente della Regione si è dimostrato un ottimo amministratore. Sul piano politico, invece, ha palesato improvvisazione e impreparazione stupefacenti. Ma perché farne a meno?».
La Casa delle libertà no di sicuro.
«Appunto. Dobbiamo considerarlo uno dei nostri, guai a perderlo. Lui è un naif, mentre in politica ci vogliono fatica, studio, preparazione. Ma qui c’è un interesse convergente».
Lui conviene a voi e viceversa?
«Si deve trovare un punto d’incontro sulle battaglie politiche. Biasotti deve fare autocritica, noi giudicarlo come una risorsa importante».
È il lancio della candidatura?
«Io mi limito a proporre la riflessione. Anche in vista delle future candidature».
Ci vuole un passo indietro da parte di entrambi.
«Io dico che ci vuole un passo avanti da parte di tutti, per tornare a vincere come vuole la maggioranza degli italiani».