Biasotti «plasma» il suo partito

Federica Pelosi

da Savona

Parte da Savona la carica dei 6.000. Dalla Società Operaia Nostra Signora di Misericordia, per la precisione. Dove, a rappresentare tutti, sono arrivati una parte degli aderenti alla lista di Sandro Biasotti, capeggiati dall'ex governatore della Liguria. Che, per la prima volta dalla cocente sconfitta elettorale dell'aprile scorso, ha voluto incontrare i simpatizzanti savonesi. Primo fra tutti, il coraggioso sindaco di Cairo Montenotte, Osvaldo Chebello, rimasto fedele alla sua poltrona nonostante l'elezione alla ben più remunerativa carica di consigliere regionale nella lista arancione. Ma soprattutto l'elettorato, curioso di sapere come si muoverà in futuro il movimento biasottiano.
«Siamo in consiglio regionale, il che non guasta - rompe il ghiaccio Biasotti -. E siamo motivati ad andare avanti». Verso le elezioni politiche, in particolare, e verso il partito unico di cui l'ex presidente della Regione si dice convinto sostenitore. «L'ho detto anche a Berlusconi: se non ci rinnoviamo, come centrodestra rischiamo di perdere. Come movimento, siamo pronti a federarci in un partito nuovo, partendo da una posizione di pari dignità con le altre correnti del centrodestra». E bando a tutte quelle polemiche sorte l'indomani delle regionali, quando la lista biasottiana fu accusata di aver sottratto voti alla Casa delle Libertà. «Basterebbe guardare i dati per rendersi conto che non è così. Il mio partito ha ottenuto il 9%, e la stragrande maggioranza di questi voti era di persone che altrimenti non si sarebbero recate alle urne. Questo movimento potrebbe dare un grosso contributo all'interno di un eventuale partito nuovo. La gente ha una percezione troppo negativa di come ha governato il centrodestra a livello nazionale. Berlusconi è stato accusato di non essere riuscito a dare al Paese quella svolta economica di cui ha bisogno. Ma non è colpa del Presidente del Consiglio, ma della congiuntura internazionale. È necessario fare capire alla gente ciò che il centrodestra ha fatto. Noi daremo il nostro contributo». Intanto, l'appuntamento è per l'autunno, quando i 6.000 si riuniranno in una grande convention. Per dire sì al proprio impegno in vista delle politiche, fosse anche da soli.

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