Biasotti presenta il «partito» degli esordienti

Loro sono il nuovo, lo slogan è vecchio. Loro, gli arancioni di Biasotti, fanno sul serio e si propongono come la vera novità di queste elezioni, perché per la prima volta sono un movimento, un quasi-partito che vive anche senza leader in campo. Ma come Sandro Biasotti «gira» su tutti gli autobus e i manifesti per dire ai genovesi di essere «sempre con voi», anche lo slogan che chiuderà la terza convention in programma oggi al Ducale non vuole rompere con il passato. E annuncerà un «meno 2,10» che per i fedelissimi non è certo criptico, visto che la convention del 2006 si chiuse già con le magliette arancioni e la scritta «meno 3,8». Oggi invece mancano due anni e dieci mesi alle prossime regionali, alla rivincita, all’obiettivo primario di Sandro Biasotti che, lo ammette ancora con rammarico, «proprio non riesce a mandare giù la sconfitta con un Burlando, che in questi anni ha solo confermato la sua incapacità a governare la Liguria».
Oggi al Ducale arriveranno in tanti. E gli ospiti d’onore saranno i leader dei partiti alleati, quelli che nel centrodestra lavorano al fianco di un movimento ormai consolidato. Claudio Scajola sarà lì, in prima fila, perché, sottolinea Biasotti, «con lui c’è un rapporto ormai superconsolidato e sono contento di contraccambiare il gradito invito ricevuto ai congressi di Forza Italia». Stesse parole usate per Eugenio Minasso, coordinatore regionale di An, e, inutile sottolinearlo, braccia aperte ai due candidati del centrodestra. Enrico Musso e Renata Oliveri saranno oggi al fianco dell’ex governatore per lanciare l’ultima volata decisiva. Per la quale Biasotti è pronto a indossare la maglietta del gregario. Tanto che ha in serbo una sorpresa. Dice e non dice, svela e non svela, il leader del movimento arancione. Ma dal lavoro incessante dei suoi collaboratori, messi alla frusta più che durante la campagna per le regionali, trapela qualcosa. Un maxischermo avrà il compito di proiettare delle slide, delle diapositive. E protagonisti della carrellata di immagini saranno gli avversari. Da Prodi a Burlando, dalla Vincenzi a Pericu, ci saranno tutti, con i loro errori, con le loro scelte, con i fatti avvenuti nelle nostre città che li hanno visti protagonisti, e che poi sono la miglior campagna elettorale del centrodestra.
La terza convention di «Per la Liguria, lista Biasotti» può definirsi anche il primo congresso di un nuovo partito? «Beh, stavolta abbiamo i candidati, un’organizzazione nostra - non si nasconde il leader -. Siamo un movimento, magari diverso dagli altri partiti, ma esistente. Noi, su 300 candidati, ne abbiamo 295 che non hanno mai fatto politica prima. E questa è la nostra forza, perché portiamo entusiasmo e il vero pensiero della gente. L’esperienza? Gli eletti avranno una scuola rapida sul campo, daremo loro sostegno e li seguiremo nei loro incarichi».