Biasotti: «Squadra vincente»

«Saremo di stimolo alla Cdl per approdare al Partito Unico». Chiarisce da subito Sandro Biasotti ieri a Chiavari per presentare i candidati della Lista Biasotti al consiglio provinciale per Renata Oliveri presidente. Che a sorpresa anticipa pillole di programma. «Pensiamo di rappresentare persone che per motivi diversi non si sentono di votare uno dei simboli della Casa - spiega Biasotti - Forse perché hanno visto che io ho dato priorità alle esigenze dell’ente piuttosto che alle logiche dei partiti». La premessa, poi il fuoco sulla possibilità sempre più concreta di conquistare la Provincia: «Perché se da un lato la gente non ha ancora capito a cosa serva la Provincia, dall'altro Oliveri ha la professionalità, l'esperienza imprenditoriale, la capacità burocratica e la forza dell'indipendenza che le consentono di riorganizzarla».
Poi la squadra, «una bella squadra». Tra i candidati Paolo Uccelli, ex consigliere comunale di Obiettivo Chiavari, coinvolto «dalla novità e diversità del messaggio», e Francesco Tappani, «che ha compiuto grande atto di generosità accettando all'ultimo un cambio di collegio» riferisce Biasotti. Con Francesco Sternativo l'attenzione sulla Fontanabuona, Massimo Pernigotti e Francesco Sanguineti in rappresentanza di Rapallo. Giovanni Mammola a coagulare sulla rossa Sestri Levante, insieme a Massimo «che ho avuto con me cinque anni in Regione» ricorda Biasotti. Poi Andrea Maura, Nicoletta Varani, Santo Nucera, Paolo Nicola Badalini e Rinaldo Cariola. Un'attenta composizione «frutto della collaborazione dei miei due bracci destri, Franco Rocca e Giovanni Macchiavello, che di sinistra non mi piace niente».
Oliveri aggancia l'apripista Biasotti: «Credo che la Lista Biasotti nella sua concretezza, sia quella che possa fare la differenza in queste elezioni». Poi da Chiavari qualche anticipazione sulla Provincia che sarà: «Occuparsi di più dei comuni esterni all'area metropolitana, perché l'ente deve occuparsi delle persone e dei territori più deboli. E soprattutto più politica di coesione e non di riequilibrio». Incalza sui punti forti: «Funzione dei centri per l'impiego volti ad un avvio concreto al lavoro. La linea corre su formazione-lavoro-istruzione».