La biblioteca e il «vizietto» dei fumetti porno

(...) Donne nude, rigorosamente, seviziate in ogni modo, perseguitare anche per le loro idee cristiane o per il solo gusto di farle soffrire. Quei libri, quei fumetti che avrebbero fatto ribrezzo anche a un pubblico adulto e che si trovavano sugli scaffali accanto ad Asterix e Obelix, all’Uomo Ragno o a Biancaneve, avevano fatto scattare una dura denuncia del Giornale. Basta andare a cercare su una vecchia raccolta l’edizione del 28 dicembre 2001. Non c’era il Gay Pride di mezzo, solo il desiderio, come oggi, di difendere i bambini da certi attacchi portati in nome della cultura, nell’ambito di una biblioteca che ha l’aggravante di essere finanziata da tutti, con i soldi del Comune, cioè dei genovesi. Delle mamme e dei papà che hanno il diritto di non avere timori nel momento in cui mandano i loro bimbi in una pubblica «biblioteca per ragazzi».
Su questo stesso motivo si basano le accuse formulate dal consigliere regionale Nicola Abbundo nei confronti degli organizzatori della manifestazione «Due regine e due re» che, durante il laboratorio di favole gay per i più piccoli alla biblioteca del Porto Antico, hanno distribuito una bibliografia per «bambine e bambini» contenente l’indicazione di siti che mostravano fumetti pornografici. Abbundo è stato querelato dalle associazioni gay e al suo fianco si è subito schierato un altro consigliere del Pdl, Luigi Morgillo, che si è autodenunciato in quanto «condivideva ogni parola del collega», invitando tutto il resto dell’assemblea legislativa regionale a fare altrettanto per «dimostrare la propria posizione in difesa dei bambini». Ieri è poi arrivata una presa di posizione dell’intero centrodestra. «Anche noi ci schieriamo al fianco del collega Abbundo che sosteniamo ed appoggeremo politicamente ad oltranza - fa sapere Gabriele saldo parlando a nome di tutti i consiglieri del Pdl -. Lungi da noi fare dell'omofobia, troppo grande è il rispetto per le persone e per la libertà del singolo, ma i bambini devono essere protetti ad ogni costo». In vista di un consiglio regionale che oggi vede all’ordine del giorno la questione del Gay Pride Saldo rilancia: «Certo non faremo passare sotto silenzio alcun tipo di possibile informazione fuorviante che possa in alcun modo ledere la morale dei più piccoli, indifesi di fronte ai bombardamenti mass mediatici. Facciamo appello al buon senso ed alla coscienza di tutti i nostri colleghi, anche del centro sinistra. Queste vicende non possono essere affrontate come mere questioni di principio politico».