«Biblioteca europea al posto del tribunale»

Il governo blocca la Beic, la Biblioteca europea di informazione e cultura che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex stazione di Porta Vittoria. Un progetto già pronto e che attende solo il finanziamento dello Stato. «Ma nella Finanziaria non c’è nemmeno un euro» attacca Vittorio Sgarbi, l’assessore alla Cultura che sul progetto ha recentemente espresso più di qualche perplessità. Su collocazione e impatto estetico dell’edifico da costruire secondo il progetto definitivo con cui l’architetto australiano Peter Wilson ha vinto il concorso e non certo sulla necessità di dotare Milano di uno straordinario polo culturale. Una biblioteca con oltre 500mila opere negli scaffali o integralmente digitalizzate e disponibili in rete, più di 2mila posti per la lettura, 3mila visitatori al giorno, un’emeroteca, banche dati, un mediaforum, archivi per i documenti visivi, vasti spazi per i depositi e le raccolte speciali, ristorante, caffè e libreria. La «grande piazza della cultura europea», aveva detto il governatore Roberto Formigoni alla presentazione del plastico. «Il governo di centrosinistra - spiega Sgarbi - dice di volere la Beic, ma in Finanziaria c’è solo un silenzio tombale. Dev’essere chiaro che se la Beic non si fa è perché Prodi non ha stanziato nemmeno un euro». Ma, in perfetto stile meneghino, evita il piagnisteo e sforna la soluzione alternativa. Il palazzo di giustizia, nel caso vada in porto il grande disegno che prevede la costruzione di una cittadella della giustizia lontano dal centro. «Il palazzo liberato - propone - potrebbe ospitare la Beic. Un modo per risparmiare soldi e far vivere un edificio importante». E poi passa dal particolare all’universale. «Come questo sono molti i casi in cui con un po’ di creatività si potrebbe usare quello che c’è, recuperando un patrimonio che se abbandonato rischia di andare rapidamente in rovina».
Così come il palazzo centrale delle poste vicino alla stazione. «La mia idea - aggiunge - è che la città vada rispettata. Le poste in via Monte Grappa 14 sono una meravigliosa struttura abbandonata e mille sono le possibilità di intervento a costi ridotti rispetto all’edificazione di nuove strutture. Ci vogliono più coraggio e desiderio di rendere bella Milano». Un vulcano da cui continuano a zampillare idee. «E i villini in viale Molise davanti all’area dove si vorrebbe costruire la Beic? Sei bellissime palazzine anni Venti che con un semplice progetto di ristrutturazione possono diventare un Pac due, un’ottima sede espositiva per l’arte contemporanea. Magari un posto dove ospitare mostre di giovani artisti. Abbiamo già chiesto alla Sogemi, la società che gestisce l’ortomercato, di parlarne». Un successo, per Sgarbi, è già la revisione dei progetti di parcheggio alla Darsena e a Sant’Ambrogio. «È stata una conquista. Tutti dicevano che non si potevano modificare e invece ha vinto la logica della bellezza».
Impossibile non finire a parlare di mister Hide e della rissa tivù con Alessandra Mussolini. «Non sono pentito. Le parolacce? Il linguaggio che uso in televisione si inserisce nell’estetica del Novecento, un filone che va da Céline a Pasolini. La Moratti apprezza il mio lavoro da assessore e mi ha solo raccomandato sobrietà. Ma io, come tutti sanno, sono persona sobria». E ride anche lui, ieri mattina in versione dottor Jekyll.