Biblioteca Nazionale Un secolo di stampa satirica

«Libera monnezza in libero stato» e «Lo sciopero de li spazzini»: due vignette di Roma invasa dai rifiuti apparse sul Rugantino del 1911, il giornale satirico in romanesco a cui collaborava anche Trilussa. È uno fra i tanti giornali scelti per la mostra dedicata alla stampa satirica italiana dal 1848 al 1948 aperta fino 30 ottobre alla Biblioteca Nazionale Centrale. Nel 1848 in Italia vi sono 55 giornali satirici, 70 nel 1861, 450 fino al 1915 e 200 fra il 1919 e il 1948. Un numero impressionante di fronte al vuoto odierno. La stampa satirica in Italia esplode col Risorgimento. Nel 1848 esce a Napoli l’Arlecchino e a Torino Il Fischietto ispirato dallo stesso Cavour. A Roma, dove il potere temporale dei papi vacilla, la satira antipapale del Belli sarà ripresa nei sonetti di Gigi Zanazzo, Trilussa e Pascarella e nella stampa anticlericale. Sorgono Don Pirlone, Don Pirloncino, il coloratissimo Pappagallo, il Capitan Fracassa, fino all’Asino nel 1892 di Galantara e Podrecca, la rivista satirica più popolare fra i due secoli, più volte sequestrata, processata e condannata. Nel Novecento escono Il travaso delle idee e, in pieno regime fascista, riviste di fronda come il Marc’Aurelio, a cui collabora il giovanissimo Fellini, e il Bertoldo che annovera matite come Guareschi, Mosca, Metz, Steinberg. Orario: 10-18. Ingresso libero.