Biblioteche, piazze e borse di studio: così Milano ricorda l’«eroe borghese»

Giorgio Ambrosoli (Milano, 1933-79), avvocato civilista , esperto in liquidazioni amministrative, fu ucciso con tre colpi di pistola la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979, rincasando dopo una serata trascorsa con amici. A sparare fu William J. Aricò, un sicario fatto venire dall’America e pagato con 25mila dollari in contanti e un bonifico di altri 90mila dollari su un conto bancario svizzero. Il killer fu arrestato a dicembre dello stesso anno, dopo una rapina a New York: confessò l’omicidio e morì in carcere nell’84. Il 18 marzo 1986 invece, a Milano, Michele Sindona e Roberto Venetucci (un trafficante d’armi che aveva messo in contatto il banchiere siciliano col killer) furono condannati all’ergastolo come mandanti. Sindona morì quattro giorni più tardi nel carcere di Voghera a causa di un caffè avvelenato. Il principale omaggio alla figura di Giorgio Ambrosoli resta il libro-inchiesta di Corrado Stajano Un eroe borghese (Einaudi, 1991) dal quale è stato tratto nel ’95 il film omonimo di Michele Placido. A Giorgio Ambrosoli è intitolata la biblioteca del palazzo di giustizia di Milano e nel 2000 il Comune gli ha dedicato una piccola piazza in zona corso Vercelli e tre borse di Studio di circa 5mila euro ciascuna. Proprio il 17 ottobre scorso sono stati consegnati a Palazzo Marino i premi di laurea di quest’anno: Elio Giannangeli, Martina Emilia Scalia e Daniela Costa sono i tre vincitori la cui tesi di laurea è dedicata a temi relativi ai fenomeni di corruzione e al rapporto tra economia legale ed economia criminale.