Il bicchiere di latte di Prodi e la servitù di casa Verusio

Secondo la sua esperienza di navigato politologo cosa ci si deve aspettare all’esordio dell’«ipotetico governicchio» di Romano Prodi? Una bella stangata così noi di destra impariamo la lezione o una legge «contra personas» che escluda Berlusconi da ogni attività politica?


Cosa sarei, io? Un navigato politologo? Ma via, caro Mencacci, non mi prenda per i fondelli. Però alla sua domanda posso rispondere e con cognizione di causa, sissignore. Posso risponderle perché ho amici che bazzicano il giro di testa quedra e dunque sanno quel che ancora non bolle in pentola, perché manca il fuoco, ma forse, chissà, potrebbe bollire. Il primo atto dell’eventuale governo del testa quedra sarà quello di riparare a una spregevole angheria. Lei certo saprà in quali angustie si trovano, da ben cinque anni e per colpa di quell’Erode di Silvio Berlusconi, i bimbi d’Italia. Come per 1.825 giorni ha scritto La Repubblica e per 240 settimane ha deplorato Enzo Biagi, causa miseria nera dal giugno del 2001 le famiglie hanno dovuto rinunciare al latte per i loro pargoli. Troppo caro. Non ce la facevano, ed era già dura, durissima, arrivare alla fine del mese. Lei mi dirà che però gl’italiani sono i più forti consumatori di champagne. E che significa? Vorrà mica dare lo champagne ai bimbi. Mi dirà ancora che per il ponte di Pasqua le agenzie di viaggio hanno registrato, comme d’habitude, il tutto completo. Embe’? Crede lei che ci siano mucche alle Seychelles, alle Mauritius, a Sharm el Sheik, a Bora Bora o a Machu Pichu? No, niente latte sotto il sole dei Tropici. Ma l’astinenza finirà presto e ciò grazie all’ipotetico governicchio di Prodi. Il quale farà ingollare a tutti i pupi un bel bicchierone della nutriente sostanza. E se i pupi protesteranno dicendo di preferire la Fanta, giù botte.
Il secondo provvedimento sarà la ricucitura del Paese: testa quedra l’aveva assicurato e manterrà la promessa, ricucirà. Per la prima agugliata ha pensato a qualcosa di spettacolare e altamente simbolica convincendo, pensi un po’, la reginetta dei salotti romani, la «dama da intrattenimento» (copyright Lucio Villari) signora Franca Verusio, a fare il grande gesto: accogliere nel suo «attico e superattico in uno splendido angolo di una Roma antica ed elegante» qualcuno di destra (parentesi: in una memorabile intervista rilasciata a Claudio Sabelli Fioretti madame Verusio affermò che gente di destra, a casa sua, mai. Perché la gente di destra «trasuda una mentalità antica», perché è «arrogante e untuosa» e qualcuno anche «spaventoso, sporco, unto, forforoso e tragico»). La dama (da intrattenimento) si è già messa al lavoro. Sta infatti rinnovando la servitù assumendo solo camerieri e cameriere, sguatteri e sguattere in possesso di tessera dell’Udc e comunque raccomandati da Follini. Dice che di più non può fare: al desco resteranno quelli di sinistra - «Scalfari, Reichlin, Siciliano, Manzella, Fabiani» eccetera -, ma a servir loro il gateau di patate e la mozzarella (brasato, no: boeuf braisé, toujour boeuf braisé… sai che noia) d’ordinanza saranno domestici di destra. E via così con l’ago e il filo.
Paolo Granzotto