Bicego, l’amore per il classico che diventa design

Crea preziosi gioielli di lusso, e cesella intorno a loro un mondo a parte. In pochi anni ha cambiato il modo di intendere e indossare il gioiello, e così l'azienda vicentina con la sua guida Marco Bicego, fa oggi parte di quel ristretto gruppo di marchi della gioielleria eletti a simbolo di uno stile di vita. Interessante è ascoltare di come uno stilista di grande gusto intenda la casa. «In primo luogo deve essere accogliente in tutto e per tutto, in secondo deve regnare il massimo dell'armonia e della sintonia, proprio come un abito elegante deve essere corredato dagli accessori giusti, terzo fatto è che l'arredo deve rispecchiare non solo la mia personalità, ma anche quella di tutta la mia famiglia. Non è facile tutto questo e così cerco sempre di trovare il giusto equilibrio tra uno stile intramontabile e la reale vivibilità dei pezzi scelti, ma credo che il compromesso raggiunto, tra classicità e modernità, ha portato ad un risultato eclettico e personale ma nello stesso tempo decisamente elegante».
Quando con Bicego si tratta il tema dell'arte in casa, egli confessa di avere sì opere di pittori come Tadini, Sassu e Ventrone, ma la sua passione sarebbe quella di avere delle sculture da guardare ma anche in grado di trasmettere emozioni non solo a livello visivo. Se toccate il tasto dell'intimità in casa la sua risposta è decisa: «Ci sono due angoli che per me sono il vero cuore della casa, uno è il centro di incontri, l'altro è il luogo degli incontri: il camino e il divano. I pezzi più significativi che posseggo. «Sicuramente la seduta guantone da baseball detta Joe, un progetto degli anni Settanta a metà tra design-arredo e arte vera e propria, poi il tavolo di Saarinen della Knoll, dalla base a calice bianco e piano in marmo, con le sedie firmate da Henry Bertoia. Non mancano certo pezzi classici anche di valore che danno sapore a quei contrasti di cui parlavo prima».