In bici o a piedi alla scoperta della vera Brianza

Dal platano di Verzago al ponte di Alzate, il meglio di un evento che coinvolge il verde di undici comuni

C’è un vecchio e grande platano ai piedi della collina di Verzago. Si trova al confine tra i Comuni di Orsenigo e Alzate Brianza. Lasciandolo alle spalle si sale verso la Cassinazza e poi ci si inoltra fino a perdersi nella fitta brughiera lombarda. E c’è un ponte, proprio ad Alzate Brianza, sul quale, forse, il garibaldino Francesco Anzani, pensò e ripensò nel 1842 se seguire le Camicie rosse in Uruguay.
È vero, in Italia, nascosto in ogni paese, piccolo o grande che sia, c'è un tesoro da far venir fuori, magari fatto solo di boschi di castagni, roveri, faggi e betulle. Il platano di Verzago e il ponte di Alzate Brianza sono due scorci dei tanti sentieri proposti da Percorsi in Brianza, percorsinbrianza.it, evento organizzato quest’anno dal Comune di Lurago d’Erba, uno degli undici municipi ai quali cinque anni fa è venuta l’idea di dedicare un mese durante l’autunno alla promozione del territorio. Per questo, fino al 28 ottobre, da quelle parti si susseguiranno eventi dedicati alla natura tra storia e tradizioni. Per esempio, dal 7 al 14 ottobre, Merone si farà capofila di Sentieri religiosi in occasioni delle celebrazioni di San Francesco.
Chi invece ama la fotografia potrà cimentarsi in due concorsi: il primo rivolto ai bambini delle scuole elementari dal titolo Raccontare attraverso l’obiettivo fotografico, immagini, emozioni e colori nel nostro paesaggio; il secondo dedicato agli adulti con Sentieri e paesaggi del territorio.
Oltre all’immaginazione attraverso l’obiettivo c’è quella che nasce tra una pedalata e l’altra col naso all’insù o una falcata al passo di comode scarpe da trekking per raggiungere l’oasi di Baggero: un’ampia zona con piccoli laghi, formatisi in seguito al riempimento delle cave di marna scavate dalla cementeria tra il 1928 e il 1970.
Il percorso del Ceppo della molera, nel comune di Lambrugo, è di oltre 3 chilometri tra boschi e campi. In tutto un’ora e mezza a piedi «comprese le soste», assicurano gli organizzatori. Il sentiero si sviluppa lungo antiche strade campestri consortili, utilizzate fino agli anni Sessanta e poi abbandonate al passaggio di chi le percorre a piedi o in bicicletta. Solo grazie ad un lungo lavoro del gruppo naturalistico della cittadina è stato infatti possibile riportare alla luce il tracciato originario, sepolto sotto le sterpaglie cresciute a dismisura fino a nasconderlo completamente. Per chi invece preferisce non camminare troppo, c’è il sentiero proposto da Albese con Cassano dove si inanellano passo dopo passo: un vecchio pozzo, una fontana pubblica da cui un tempo si attingeva l’acqua e un palazzo signorile del ’700.
Tra un percorso e un altro bisogna ritagliare del tempo per andare all’Osservatorio ornitologico di Arosio. Tappa obbligata per assistere, almeno una volta nella vita, allo studio delle migrazioni degli uccelli mediante la tecnica dell’inanellamento. Alla scoperta del lettore sono lasciati tutti gli altri sentieri: quelli di Albavilla, Alserio, Anzano del Parco, Inverigo e Alzate Brianza.