La bidella seduttrice non ci sta «Col quindicenne ci amavamo»

«Rimasi incinta e abortii, la seconda volta ho tenuto la bimba». «Mai minacciato nessuno»

Marino Smiderle

da Belluno

Anna Michelin non ci sta proprio a passare per quella che ha stregato il ragazzino. Sì, d’accordo, quando si sono innamorati lei aveva 30 anni e lui 15, ma che vuol dire? L’amore, dicono, non ha età. «Rimasi incinta una prima volta - ha rivelato la bidella ai cronisti che l’aspettavano sotto casa - e i genitori di lui mi convinsero ad abortire. Poi capitò di nuovo, e questa volta non me la sentii di seguire quei consigli, di andare ad abortire un’altra volta. Decisi di portare a termine la gravidanza. Fu in quel momento che scoppiò il putiferio. Ora la bimba ha due anni e mezzo e il papà non l’ha mai vista».
La storia d’amore, nata in un condominio popolare di Belluno nel 2003, ora è stata derubricata a guazzabuglio giuridico da dirimere in tribunale. Lo sciopero degli avvocati ha impedito che il processo avesse inizio: se ne riparlerà a novembre, ma nel frattempo il dibattimento ha preso le prime mosse nei bar di Belluno, dove la gente si schiera da una parte o dall’altra, neanche si stesse parlando di Coppi o Bartali, di Mazzola o Rivera.
Anna è una donna graziosa, che ora fa la bidella e vive in un appartamento con i suoi tre figli (compresa la bambina avuta dal suo ex giovanissimo amante). Ha visto la sua storia finita in pasto ai giornali e ha deciso di dire la sua, contestando la versione dei genitori di F., che l’hanno denunciata per minacce al giovane e alla sua fidanzatina.
«Macché minacce, macché sms - ha dichiarato la donna -. Io non sapevo neanche che avesse una fidanzatina. Ci innamorammo, rimasi affascinata dalle sue spalle larghe, da giocatore di rugby. Ma tutto è precipitato quando decisi di tenere il bambino».
Secondo la bidella, i genitori di F. avrebbero fatto pressioni perché abortisse una seconda volta, arrivando a minacciarla di farle togliere gli altri figli, avuti da un altro uomo da cui si è poi seperata, se avesse portato avanti la gravidanza. Ipotesi smentita dagli interessati, che affermano di aver soltanto cercato di farla riflettere sulla differenza d’età, ostacolo ritenuto insormontabile per una relazione equilibrata.
Lei, invece, continua a ritenere l’avventura avuta con F. «la più bella storia d’amore della mia vita». Il suo desiderio più grande sarebbe quello di poterla far conoscere al padre. Addirittura lei è convinta che tutto si potrebbe ricucire, che la separazione lacerante che c’è stata potrebbe essere cancellata da un nuovo incontro. Magari con la bimba a fare da collante.
Ma nei fascicoli del tribunale ci sarebbero i messaggini spediti dalla bidella nei momenti di maggiore tensione. Sms inviati a F. e alla sua fidanzatina di allora, carichi di minacce: «Se non lo lasci stare ti spacco le ossa». Quanto basta per indurre i genitori di lui, che vivono separati, a presentare una dettagliata denuncia. A cui la bidella ha risposto con un’altra denuncia per violenza privata, legata alle pressioni subite per ricorrere ad un secondo aborto.
«Mi è dispiaciuto veder spiattellati sulle pagine dei giornali i miei sentimenti personali e privati - ha concluso la bidella -. Poi guardo la mia ultima figlia, quella che non avrei dovuto avere, e mi passa tutto».