Bidelli tutti assenti da scuola Il preside fa aprire dai militari

Fa di nuovo parlare di sé il direttore d’istituto che sequestrò i cellulari a due alunni

da Bari

Gli alunni c’erano, gli insegnanti pure. Ma la scuola era chiusa, ed è rimasta con i cancelli inesorabilmente sbarrati per una buona mezz’ora. Il motivo: non c’era nessuno che potesse aprire, introvabili i collaboratori scolastici e il personale amministrativo. E così alla fine è sceso in campo il preside. Lui, Ugo Castorina, il docente dal pugno di ferro già noto per le sue battaglie contro i telefonini, ha rotto gli indugi e ha chiamato i carabinieri. Risultato: i militari hanno recuperato le chiavi e le lezioni sono finalmente cominciate, sia pure con una buona mezz’ora di ritardo.
È accaduto ieri mattina alla Lombardi, scuola media al quartiere San Paolo, estrema periferia di Bari, rione considerato ad alto rischio, dove 600 ragazzi che alle otto erano pronti per entrare in classe hanno dovuto attendere che qualcuno riuscisse ad aprire i cancelli. A loro si sono uniti insegnanti e genitori: tutti rimasti fuori, tutti senza capire che cosa stesse accadendo. E lo sconcerto è rimasto fino a quando il preside non ha deciso di intervenire in prima persona.
Castorina, che non è tipo da tirarsi indietro, non s’è perso d’animo. E così prima ha telefonato ai carabinieri; poi ha avvisato anche i vigili del fuoco, nel caso fosse necessario sfondare la porta. Ma così non è stato. I militari, infatti, hanno accertato che quindici dipendenti della scuola, tra amministrativi e collaboratori scolastici, erano assenti per malattia; quindi hanno raggiunto l’abitazione di uno dei bidelli e si sono fatti consegnare la chiave. Subito dopo è arrivato il via libera.
La cosa però non finisce qui. Il preside infatti vuole vederci chiaro e ha disposto visite fiscali per tutti. Del resto, Castorina è uno abituato ad andare fino in fondo. Non solo se si tratta di telefonini. Molto tempo prima, una decina d’anni fa, fu lui a organizzare delle vere e proprie ronde di insegnanti per fronteggiare il problema degli atti vandalici. Un gesto simbolico, ma neanche tanto perché ai proclami seguirono i fatti e la vigilanza fu fatta davvero. Ma nel corso dei suoi ventidue anni di presidenza, Castorina è intervenuto in molte altre occasioni in prima persona per fare rispettare l’ordine in una scuola difficile. E non tutti hanno gradito: a febbraio, dopo aver sequestrato undici telefoni cellulari agli alunni, fu infatti circondato e minacciato all’uscita della scuola dai genitori dei ragazzi; qualche settimana dopo invece fu aggredito dal padre e dal nonno di un altro studente per un brutto voto sulla pagella.