La Bielorussia alle urne decide tra Mosca e Ue

Minsk. Non solo un test democratico in un Paese ancora ritenuto «l’ultima dittatura d’Europa» ma anche un bivio geopolitico. Sono le elezioni legislative di oggi in Bielorussia. Se gli osservatori Osce bocceranno il voto, il presidente Aleksander Lukashenko girerà le spalle a Bruxelles e si lascerà risucchiare del tutto nell’orbita russa, riconoscendo con ogni probabilità anche Abkhazia e Ossezia del sud. In caso contrario, si aprirà la strada per la revoca, almeno parziale, delle sanzioni europee e per una più stretta cooperazione con la Ue, con l’incognita della reazione di Mosca, che considera Minsk giardino di casa, come Georgia e Ucraina. Da metà anni ’90 nessuna elezione è stata giudicata libera e corretta. Lukhashenko governa da 14 anni con pugno di ferro un Paese ancora in gran parte di impronta sovietica.