Biennale di Venezia: la minaccia Elkann ricompatta Lega e Pdl

Colta in Laguna: «Ghe mancàa solo el can», dove però le ultime due parole vanno lette attaccate: «Ci mancava solo Elkann», nel senso di Alain. L’indiscrezione, già uscita su qualche giornale, che il ministro Bondi mediterebbe di piazzare il suo altolocato consigliere per i rapporti internazionali (nonché editorialista della Stampa e collezionista di poltrone) al vertice della Biennale di Venezia sta mettendo a rumore gli ambienti politici e culturali del Veneto; in particolare quelli di centrodestra, già resi ipersensibili dall’ipotesi, sempre più probabile, di ritrovarsi con un candidato Governatore imposto da Roma. «Figuriamoci con un presidente della nostra massima istituzione culturale che arriva dalla Francia e dalla famiglia Agnelli», sbottano pidiellini e leghisti. Che questa volta sembrano decisi a fare fronte comune contro «l’invasore».