Il «big jump» della Mazda

Il presidente: «Notorietà raggiunta. E ora sempre più qualità e attenzione al cliente»

Piero Evangelisti

da Milano

Poco più di 7mila auto immatricolate nel 2002, 21.300 quelle registrate nel 2005: sono i due estremi che inquadrano il grande balzo di Mazda in Italia. Ne parliamo con Carlo Simongini, presidente e amministratore delegato della filiale italiana del brand giapponese del Gruppo Ford.
Come inizia questo straordinario percorso?
«Il 2 settembre 2002 quando siglammo l’accordo di sponsorizzazione con la Roma. Fu una decisione coraggiosa, perché il budget complessivo per la comunicazione di cui disponevo era di 7,5 milioni e l’ammontare dell’accordo era dello stesso importo. Dopo 15 giorni avrebbe debuttato la Mazda6 wagon, conoscevamo già le caratteristiche eccellenti dei modelli futuri, ma gli italiani ricordavano il nostro marchio soltanto attraverso le pile. C’era quindi bisogno, prima di tutto, di creare una notorietà del nostro marchio come produttore di auto, rapidamente e con un forte impatto».
E non vi siete fermati alla Roma...
«La partnership con il Giro d'Italia ci è sembrata la più logica evoluzione di quella strategia: alla visibilità attraverso i media si aggiungeva infatti la lunga carovana di oltre 180 Mazda lungo le strade italiane e il pubblico poteva toccare con mano i nuovi modelli che intanto lanciavamo sul mercato. Poi sono venuti i PalaMazda di Torino, Milano e Genova».
Soddisfatto dei risultati?
«Che la notorietà sia stata ottenuta è fuori di dubbio. In Italia, a fine 2002, Mazda aveva uno share dello 0,3%; appena 2 anni dopo avevamo già raggiunto l’1% del mercato, l’obiettivo del “big jump”».
Sembra quasi che i prodotti passino in secondo piano rispetto alle iniziative di promozione.
«Soltanto in apparenza, perché le auto della nostra gamma sono di altissima qualità tecnologica e si presentano da sole con un design inconfondibile. È una qualità che ci ha permesso di offrire già nel 2002, per primi, la garanzia di 5 anni a chilometraggio illimitato. Per quanto riguarda la comunicazione non rinunciamo mai a trasferirvi lo spirito “zoom zoom” intrinseco a ogni nostro modello».
Quanto c’è della MX 5 nelle altre Mazda?
«Lo spirito che influenza il design e le prestazioni, fatto di sportività, di tecnica e di qualità».
C’è ancora crescita nel vostro futuro?
«In termini di quantità no; l’1% del mercato è la nostra quota e Mazda è già al massimo della produttività (circa 1,25 milioni di unità l’anno, ndr). Il nostro impegno va nella direzione della qualità, del servizio al cliente, un programma che da fine 2003 a oggi ci ha permesso di aprire ben 60 Mazda Store e che non è ancora stato completato».