Biglietti dell’opera: fermati tre bagarini

Due italiani, Giovanni D., senzatetto di 66 anni, e Marco T., di 41, con precedenti, entrambi di Milano, oltre ad Alexei V., un russo di 50 anni, sono stati sorpresi da una volante a «bagarinare» davanti alla Scala. Gli agenti hanno sequestrato decine di biglietti per «Bohème», di Giacomo Puccini, e per «Cenerentola», di Gioacchino Rossini, in cartellone a giugno e a luglio. I tre custodivano anche tagliandi per diverse partite di calcio e di basket, oltre a circa 3mila euro in contanti. In tasca il russo aveva 2.350 euro in contanti, e in auto 62 biglietti per spettacoli del Teatro alla Scala, oltre a dei biglietti da visita che pubblicizzavano un fantomatico servizio di «prevendita spettacoli Teatro alla Scala-Calcio». Altri 63 biglietti, relativi a varie manifestazioni e spettacoli, sono stati trovati nelle tasche degli altri due, oltre a un taccuino con la contabilità delle vendite e a 460 euro in contanti.
I bagarini sono stati portati in questura per accertamenti, e quindi multati. Anche se la mera repressione poliziesca può ben poco nei confronti di questo fenomeno. Nessuna legge infatti impedisce la «rivendita» del biglietto. Tanto che spesso queste operazione si limitano al sequestro dei biglietti, per verificarne l’autenticità, e al fermo dei bagarini per controllarne le identità. Conclusi gli accertamenti i «venditori» vengono rilasciati, e i biglietti restituiti loro, quando ormai l’evento è già abbondantemente iniziato.
Il 2 dicembre scorso la Guardia di finanza aveva bloccato due bagarini che stavano vendendo a 1.500 euro l'uno dei biglietti di galleria, da 240 euro, per la prima della Scala del 7 dicembre.