Biglietti di Inter-Roma: per ora nessun rimborso

L’impianto non rispetta ancora le regole stabilite dal decreto Pisanu ma la grande recinzione esterna sarà pronta a fine 2007. A Inter e Milan costerà 10 milioni

Scandalo, la Scala del Calcio non è in regola. No, è a norma ma manca il via libera. Macché, è tutto a posto. La polemica sullo stato dell’arte degli stadi italiani, scoppiata dopo la tragedia di Catania, ha inevitabilmente coinvolto anche lo stadio «Giuseppe Meazza» di San Siro. Dal momento che le voci si rincorrono confuse, è doveroso fare il punto su come Inter e Milan stiano lavorando per consegnare alla città un impianto sicuro.
Le società milanesi, che nel maggio scorso hanno acquistato dal Comune i diritti di utilizzo dello stadio per 99 anni spendendo 14 milioni di euro, si sono infatti impegnate a sostenere tutte le spese necessarie alla ristrutturazione dell’impianto: 101 milioni di euro, di cui 67 per la manutenzione straordinaria e 34 per l’adeguamento in base alle indicazioni del decreto Pisanu.
Al momento, effettivamente, San Siro non ricalca le richieste del decreto, ma è reso agibile solo grazie a una deroga concessa dal Prefetto. Se il Ministro Amato dovesse revocare tutte le deroghe concesse agli stadi, dunque, a Milano si giocherebbe a porte chiuse. La strada però è tracciata e i lavori a buon punto. L’unica grande mancanza è rappresentata dalla recinzione esterna, in via di realizzazione. L’opera, monumentale, verrà completata a fine 2007 e la spesa prevista si aggira sui 10 milioni. Una cifra importante, con cui verranno approntati i famosi tornelli (gli accessi a norma di sicurezza: saranno 146, distribuiti in 52 punti di entrata) e la cancellata che garantirà il prefiltraggio dei tifosi.
A questi 10 milioni vanno sommati i 20 che i club, riuniti nel consorzio San Siro Duemila, hanno già sborsato per altri provvedimenti richiesti dal decreto: un nuovo centro di controllo in cui prima di ogni incontro avvengono le riunioni delle forze dell’ordine; nuovi parcheggi per auto, pullman, autorità e giornalisti; la nuova tribuna stampa; la rimozione delle barriere architettoniche; l’adeguamento dei servizi igienici (anche per i disabili) e il rifacimento dell’impianto di illuminazione interno ed esterno. Un capitolo a parte merita l’aspetto più tecnologico. Già 2,8 milioni di euro sono stati spesi per il sistema informatico di riconoscimento dei biglietti, con lettori ottici a sostituire le tradizionali punzonature dei tagliandi. Un’altra somma ingente sarà invece dedicata al sistema di telesorveglianza, che sarà il più avanzato d’Italia e uno dei più all’avanguardia d’Europa: 70 le telecamere a circuito chiuso in corso di posizionamento.
Dunque solo un fatto di tornelli? Non esattamente. A San Siro restano da risolvere altri piccoli problemi. Se il servizio di steward (circa 400 a partita) è già attivo, manca ancora uno spazio deputato a punto di raccolta delle forze dell’ordine. L’area dell’ex Palazzetto sotto il primo anello rosso - attualmente posta sotto sequestro - potrebbe essere l’area candidata. Di più difficile risoluzione, invece, il nodo legato alla scarsa sicurezza di via Piccolomini: sotto il settore arancio, infatti, la prossimità dell’ippodromo dà vita ad un budello in cui in caso di incidenti la situazione diventerebbe difficilmente gestibile, anche se dagli anni Novanta in quella zona adiacente lo stadio (tradizionalmente frequentata dai tifosi più tranquilli) non si è mai segnalato nessuno scontro.