Bigliettini sospetti in aula Preziosi: «Processo da rifare»

Gianpaolo Palazzo

Il Genoa pensa di avere in mano quattro fogli che potrebbero far riflettere i giudici della Caf. I bigliettini per il collegio difensivo genoano, sarebbero stati scritti da un componente della camera di consiglio della Commissione di Appello Federale che si è riunita venerdì presso l’Hotel Aldrovandi di Roma e poi nella sede della Federcalcio di via Po. La Caf, presieduta dal prof. Cesare Martellino, dopo aver esaminato i ricorsi relativi al caso di combine di Genoa-Venezia, emetterà domani mattina la sentenza. Nello studio dell’avvocato milanese Lorenzo Crippa, difensore di Preziosi, la prima pagina del biglietto scritto su carta intestata della Figc riporta le parole: «Guarda il viso di Preziosi, un fe...o». Subito sotto, dopo una linea tracciata sul foglio, si può leggere: «Sull’Espresso hanno riassunto la vita e le attività del soprascritto, sapessi che fesso». Sul secondo appunto, maggiormente contestato, c’è scritto: «La esclusione dalla serie B. Il consiglio federale poi l’assegna o/(al) campionato di C1 C2 o dilettanti», poi «...l’autonomia dell’ordinamento sportivo è come quella dell’ordinamento (segue una parola incomprensibile, ndr) e la pluralità degli ordinamenti giuridici di Santi Romano (giurista, ndr) è una stronzata?».
«La nostra richiesta – commenta l’avvocato Crippa – è che venga sospesa la camera di consiglio e che si cominci tutto da capo», mentre al telefono Enrico Preziosi suggerisce che le annotazioni proverebbero che «la sentenza» della Caf «era stata redatta prima dell’udienza» e che durante la stessa qualcuno dei giudici dormisse e addirittura «russasse». Il presidente genoano ricorda anche la precedente lettera, scritta dal presidente della Commissione Disciplinare, Claudio Franchini, a un tifoso, dopo il giudizio di primo grado. Il giudice scriveva che sul Genoa potrebbero aver pesato «vicende extracalcistiche che riguardano aziende e che, la mia è solo una impressione, hanno, devono avere contato molto».
Chiamati al telefono anche il professor Franco Coppi e l’avvocato Alfredo Biondi, auspicano un intervento della giustizia sportiva: «Non abbiamo necessità di prendere decisioni entro la notte. Stiamo alla finestra – afferma Coppi – vediamo che succede e poi vedremo a mente fresca quello che dovremo fare». Per l’avvocato Biondi il contenuto del foglio è «l’anticipazione non di un giudizio, ma di un pregiudizio». In merito alla vicenda dei bigliettini la Federcalcio potrebbe rispondere già oggi con una propria nota.