«Biglietto unico per i musei Così si rilancerà la cultura»

«D’Alema, ti prego, dì qualcosa di sinistra», fu la celebre frase di Nanni Moretti nel film Aprile. All’assessore Stefano Boeri sarebbe lecito chiedere: per la cultura farà qualcosa «di sinistra», indipendentemente dai tagli e dalle mancanza di fondi? Ad esempio: riuscirà - laddove non sono riusciti i suoi predecessori - a mettere in pratica il tanto sbandierato «sistema museale», con un biglietto unico che permetta alle famiglie di accedere liberamente a mostre e collezioni senza doversi indebitare? Il momento potrebbe essere propizio, specie dopo gli appelli lanciati da Giovanni Bazoli all’inaugurazione dei prestigiosi musei di Banca Intesa («caro assessore, noi abbiamo fatto la nostra parte, ma adesso tocca a voi»). Un appello a cui si uniscono a gran voce i direttori degli storici musei milanesi. A lanciare il «sasso» per prima è Annalisa Zanni, direttrice della casa-museo Poldi Pezzoli, alla vigilia di una prestigiosa mostra in omaggio al suo fondatore. «Milano ha un dna culturale caratterizzato da tante isole autonome, cosa che purtroppo ha impedito di creare un sistema artistico vitale e organico così come in altre realtà europee e anche italiane, penso al Piemonte. Nel nostro piccolo, come capofila di una rete di case museo che comprendono di Bagatti Valsecchi, Villa Necchi Campiglio e Boschi di Stefano, abbiamo avuto la dimostrazione che un biglietto unico da utilizzare per tutto l’anno è un vantaggio per tutti, perchè aumenta i visitatori e li stimola a tornare più volte a vistitare i musei. Penso che questo modello sia da estendere soprattutto nella formula della family card che permetta alle famiglie, a un prezzo calmierato, di abituarsi a trascorrere i fine settimana nei musei, tutti insieme. Un simile prodotto potrebbe trasformarsi anche in un bel cadeau natalizio».
Un tentativo in questo senso, nella passata giunta, fu la «Amami card» promossa da Comune di Milano, Intesa Sanpaolo ATM Trasporti, Camera di Commercio di Milano, Pinacoteca di Brera e Museo della Scienza e della Tecnologia. Un’iniziativa, possiamo dirlo, fallita forse a causa dell’alto prezzo dell’abbonamento (25 euro), della scarsa promozione e di un format creato su misura più per i turisti che per i milanesi (comprendente agevolazioni sugli alberghi, abbonamenti ai mezzi pubblici eccetera). Sulla questione ha da dire la sua anche Paolo Biscottini, direttore del Museo Diocesano: «Metterci in rete? È soltanto una questione di volontà politica, poichè noi direttori museali siamo già abituati a confrontarci personalmente sui progetti. Sarebbe una cosa sacrosanta perchè vorrebbe dire innanzitutto dare vita ad un vero progetto culturale per questa città, che non cali dall’alto (dagli assessori, per esempio) ma che incentivi i direttori a una prospettiva comune partendo dal basso, ovvero dalle singole istanze delle diverse istituzioni. Non importa se queste siano civiche, statali o ecclesiastiche, come nel nostro caso. La politica può servire casomai a tirare un filo conduttore per dare vita a un’offerta nuova e a un progetto museale credibile, senza sovrapposizioni».
Sulla questione biglietto unico, Biscottini non ha dubbi: «È stato già realizzato in molte altri comuni e anche noi del Diocesano, nel circuito con Ambrosiana e Museo del Duomo, lo abbiamo sperimentato con successo. Il punto è creare da qui all’Expo un progetto allargato a tutti i musei cittadini, con una tessera comune che non toglierà nulla alle singole realtà ma anzi aumenterà il flusso di visitatori, incentivati magari anche da sconti sui cataloghi o altri benefit».
Il capofila, inutile dirlo, potrebbe essere la pinacoteca di Brera. La sovrintendente Sandrina Bandera è pronta a collaborare: «Per fare sistema bisogna che ogni istituzione faccia un piccolo passo indietro con l’obbiettivo di farne due in avanti tutti insieme. Il pubblico deve poter circolare e percepire le differenze tra le collezioni e, compatibilmente con le diverse identità e amministrazioni, i musei possono proporre un’offerta unica e organica. Come Brera rispondiamo al ministero, ma dal Comune siamo pronti ad accettare proposte». Claudio Salsi, direttore dei musei civici è ottimista: «Non si tratta di un’operazione tecnicamente semplice ma, se anzichè parlare di biglietto unico provassimo a ragionare su una forma di abbonamento per l’accesso a tutti i musei, le difficoltà sarebbero superate a vantaggio anche della promozione turistica della città».