La Bignardi riparte dalle signore tv

Nuova edizione delle «Invasioni barbariche». Littizzetto, Palombelli e Ventura le prime intervistate

Ferruccio Gattuso

da Milano

Si può essere barbarici dentro e impeccabili fuori: esattamente così è Daria Bignardi alla vigilia della nuova edizione de Le invasioni barbariche, in onda domani su La7, in prima serata. Si può trasformare in positivo un termine la cui accezione è storicamente negativa? Sì, se il successo lo permette: e il programma diretto da Daria Bignardi gode indiscutibilmente di entrambi. Al punto che, oggi, darsi del «barbarico» è motivo di orgoglio, oltre che di sottile snobismo. «I reality? Per carità, mai più: se capita li guardo da casa. Domenica In? Ho già sofferto per lo spostamento a venerdì delle Invasioni, che mi condizionano il weekend. Io la domenica amo stare in famiglia»: ecco, se c’è un personaggio della tv che può far finta di voltare le spalle al contenitore supremo di Raiuno, e indurci persino a crederle, è proprio la Bignardi.
Le Invasioni le calzano a pennello, proprio come quelle mise impeccabili di cui sopra: attualità, costume e interviste. Sì, le interviste che il pubblico a casa attende, e che le star sotto i riflettori cominciano a temere. Perché il sorriso placido di Daria fa abbassare le difese: dopodiché, dietro, si intravedono le orde barbariche pronte all’invasione. «È più dura intervistare chi conosci già - spiega lei - perché la domanda difficile gliela devi fare comunque, e poi ti senti in colpa». Appunto: la domanda difficile arriva comunque. «E in ogni caso - tiene a precisare la conduttrice - quella è la parte più facile della trasmissione: gli spazi di attualità e costume fanno impazzire tutta la redazione». Una redazione che da questa edizione sarà quasi tutta al femminile. Rosa shocking sarà poi il colore base del primo round di interviste nella puntata di domani: Luciana Littizzetto («l’uomo politico più apprezzato dell’anno»), Barbara Palombelli e Simona Ventura. «Tre bad girls - spiega la Bignardi - di assoluto interesse. I politici? Quelli possono aspettare». Ma ci sono, è ovvio: sicuri, per il momento, Mastella, Casini, Fassino, Formigoni, Maroni, Prestigiacomo, Buttiglione. «Come mai così tanti di centrodestra? Perché sono all’opposizione e da lì tutti hanno cose più interessanti da dire». Per lo spazio di attualità, nella prima puntata, un filmato realizzato a New York dall’unico collaboratore maschio, Luigi Cazzaniga: un viaggio in una comunità di giovani punk cristiani fondamentalisti. Borchie e fede. Per lo spazio di costume, l’idea è quella di toglierlo (il costume): speciale sul naturismo e sui fan del nudismo.