Bike sharing in crisi, la Cemusa se ne va Ma il Comune rilancia: «Ci penserà l’Atac»

È giallo sul «Bike sharing». La società spagnola di gestione Cemusa ha annunciato che dalle 23 di domani il servizio «Roma’n’bike» sarà sospeso, «dopo tre mesi in regime di proroga che non hanno portato a una transitoria o definitiva regolamentazione contrattuale del rapporto con il Comune». «Il servizio - spiega Cemusa - attivo soltanto in via sperimentale per un periodo di sei mesi e limitato al centro storico di Roma, era stato inaugurato il 13 giugno 2008 e portato avanti di concerto con l’amministrazione comunale, con grande soddisfazione reciproca. L’assessore all’Ambiente Fabio De Lillo il 2 dicembre ha chiesto a Cemusa di non procedere al disallestimento e di proseguire il servizio, sino all’indizione di una gara pubblica, aggiungendo che, nel frattempo, la società spagnola avrebbe ottenuto una contropartita economica, tale da consentire la copertura dei costi sostenuti per il funzionamento. Preme sottolineare che, come previsto dall’accordo originario, i costi di attivazione, gestione e manutenzione sono sempre stati sostenuti da Cemusa».
Il sindaco Gianni Alemanno non sembra però preoccupato. Per lui il servizio di bike sharing non solo non chiuderà ma sarà addirittura rafforzato. E ha già in mente come: «Ho chiesto al presidente dell’Atac, insieme agli assessorati all’Urbanistica e all’Ambiente - dice Alemanno - di occuparsi della questione, in modo tale da preservare il servizio e di implementarlo. Dobbiamo fare un piano complessivo della mobilità sostenibile nel centro storico, che punti ad aumentare e non a diminuire i servizi di bike-sharing e auto elettriche». Della stessa idea anche il presidente della commissione Ambiente del Comune Andrea De Priamo: «Siamo assolutamente convinti dell’utilità del servizio di bike-sharing, che non solo vogliamo mantenere attivo, ma che ci proponiamo di estendere al più presto ad altri quadranti della città, con o senza la società spagnola che attualmente gestisce il servizio».