Bilanci gonfiati: chiesto il processo per Inter e MIlan

Al centro delle indagini Galliani, il vice presidente nerazzurro Ghelfi e l'ex dirigente Gambaro. Per Moratti chiesta l'archiviazione. Contestate le plusvalenze

Milano - La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per il il vicepresidente dell’Inter Rinaldo Ghelfi e l’ex dirigente Mauro Gambaro, l’ex amministratore delegato e vicepresidente vicario del Milan, Adriano Galliani indagati nell’ambito dell’inchiesta sul falso in bilancio condotta dal pm Carlo Nocerino. La richiesta di rinvio a giudizio è partita nei giorni scorsi dall’ufficio di pm per essere inoltrata al gup. Contrariamente a quanto si era appreso in precedenza, per Moratti si va verso la richiesta di archiviazione.

Galliani: "Non abbiamo ucciso nessuno" "Io e Moratti non abbiamo ucciso nessuno, abbiamo semplicemente comprato e venduto giocatori", ha commentato Galliani. "Non guardo e non seguo le polemiche, affronto tutto con la serenità di chi è campione d’Europa e di chi ha il più grande allenatore e i più grandi giocatori". È quanto ha detto oggi l’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, rispondendo alle critiche sull’andamento della squadra in campionato. "Gli stessi che ora ci criticano, si ricrederanno a fine stagione".

L'inchiesta I fatti al centro dell’inchiesta che hanno portato alla richiesta di giudizio per i dirigenti dell'Inter e per Galliani risalgono al periodo tra il 2003 e il 2005: sono relativi a scambi tra le due società milanesi di calciatori, non di primo piano, il cui valore sarebbe stato "gonfiato" per ottenere plusvalenze. L’inchiesta era nata da un esposto presentato dall’ex presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara alla magistratura di Roma. Il fascicolo venne poi trasmesso alla procura di Milano per quanto riguarda Milan e Inter.

Il Milan: "Galliani estraneo ai fatti" "Il Milan conferma l’assoluta estraneità agli addebiti del proprio amministratore delegato Adriano Galliani e confida che la piena correttezza dei bilanci della società venga accertata nei tempi più stretti". Così una nota della squadra di calcio in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio per pretese false comunicazioni sociali del proprio ad. In relazione all’ipotesi di plusvalenze fittizie nella compravendita di giocatori nella stagione 2005-2006".