Il bilancio di 30 ore di neve: un uomo ucciso da un crollo Treni, aerei e bus bloccati

Polemiche per la paralisi di Malpensa e Linate durata ore In tilt anche il Piemonte e la Liguria: decine di scuole chius: La Moratti aveva detto: "E' tutto sotto controllo" e ha tenuto aperti gli istituti

Per quella che è rimasta nella storia come la «nevicata del secolo», il 17 gennaio del 1985, arrivò a Milano perfino l’esercito. Ieri Milano è stata sepolta da circa quaranta centimetri di neve (il doppio del previsto, ma allora ne vennero giù almeno novanta) e questa volta per ripulire gli oltre quattromila chilometri di strade sono venuti in soccorso 750 volontari della Protezione civile dal Friuli e dal Veneto.

Nessuno ha potuto evitare però la morte, avvenuta in mattinata ma scoperta dai vicini solo nelle prime ore del pomeriggio, di un imprenditore di 46 anni, Mauro Bertini: stava pulendo il terrazzino ed è stato travolto da una tenda parasole che è crollata sotto il peso della neve, trascinando con sé anche calcinacci e grossi pezzi di cemento. La Procura di Milano ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti. Almeno la fortuna ha evitato invece che un altro incidente nell’hinterland si trasformasse in tragedia: a Settimo Milanese un capannone utilizzato come campo da tennis ha ceduto sotto il peso della neve, ma al momento l’impianto era chiuso quindi nessuno è rimasto ferito. Trenta ore di neve hanno messo ko le strade, gli aeroporti di Linate e Malpensa (chiusi per quasi 5 ore) e le stazioni. «È tutto sotto controllo», aveva assicurato il giorno prima il sindaco Letizia Moratti, ottimismo che nella giornata diventata di passione per i pendolari ha scatenato un coro di critiche da opposizione, Lega e tanti cittadini che si sono sfogati sui siti web e Facebook.

Sotto accusa il ritardo negli interventi di spazzaneve e spalatori, ma anche la scelta - confermata per oggi - di tenere le scuole aperte. Il sindaco replica alle critiche con i numeri: «L’85 per cento degli studenti di elementari e medie si sono presentati in classe e il 30 per cento dei bimbi in nidi e materne. Abbiamo offerto un servizio, ritenendo che per i genitori che lavorano fosse più un disagio avere i figli a casa, e i numeri confermano la bontà della scelta». È stato subito chiaro invece che il problema maggiore era legato ai rifornimenti di sale. «C’è stata un’intensità di nevicate superiore alle previsioni - ha ammesso il sindaco -, sono caduti 40 centimetri di neve e noi ne aspettavamo venti». Ha telefonato personalmente al capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, per sbloccare i camion fermi a Cuneo ed Alessandria. Tra ieri sera ed oggi ne arriveranno 165, per 5mila tonnellate di sale.

Le scorte dell’Amsa (l’azienda che gestisce i mezzi di spazzamento) erano esaurite anche a causa di un «prestito» a Torino nei giorni scorsi. Accanto ai volontari di Veneto e Friuli (200 quelli in casa), hanno lavorato in città 564 spalatori a cui se ne sono aggiunti 999 nella notte e altri 626 dall’alba, per un totale di 2.189.
In servizio il cento per cento dei mezzi di superficie, ma per tutta la giornata ci sono stati ritardi, blocchi causati soprattutto dagli scambi che si congelavano e rischiavano di mandare fuori linea i tram. Meglio è andata a chi ha scelto la metropolitana, che ha avuto 25mila passeggeri in più del solito. In tarda mattinata il Comune ha liberalizzato i turni dei taxi, scelta confermata per oggi anche se già ieri pomeriggio la neve si è trasformata in pioggia e le previsioni escludono fiocchi su Milano per le prossime 24 ore.

Soppressi il 15% dei treni e ritardi medi di mezz’ora per le Ferrovie Nord, dimezzati dopo le 11 anche i collegamenti del Malpensa Express. Lunghe attese e cancellazioni anche in stazione Centrale, stessa fotografia e gente sconsolata agli aeroporti di Linate e Malpensa chiusi dall’alba fino alle 11.30 per ripulire le piste: alla riapertura, voli cancellati o in forte ritardo sui monitor.
Per liberare le strade, in città e provincia sono usciti dalle cascine anche una sessantina di trattori, con lame anti neve. Giornata di fuoco per i pompieri, chiamati per alberi caduti sotto il peso della neve (in via Montenapoleone hanno ceduto anche le luminarie), caldaie scoppiate per il congelamento, ascensori bloccati. Difficili anche i soccorsi del 118, tanto che la Protezione civile ha messo a disposizione mezzi 4x4 per alcuni tipi di intervento, come il trasporto di dializzati. Le difficoltà nel trasportare i detenuti dal carcere di San Vittore al Palazzo di giustizia ha fatto saltare anche diverse udienze in tribunale.

L’ondata di maltempo ha travolto tutto il Nord Italia. A Genova pesanti disagi al traffico, soprattutto sulle zone collinari: il comitato operativo per le emergenze ieri ha deciso di sospendere le lezioni negli istituti scolastici (ma oggi le scuole saranno di nuovo regolarmente aperte). La situazione in Piemonte è addirittura peggiorata nelle ultime ore. In pianura sono caduti dai 20 centimetri nella zona orientale, nelle province di Vercelli, Torino e Novara, fino ai 50 centimetri nell’alta pianura cuneese. Nel capoluogo i giovani ne hanno approfittato per scivolare sugli snowboard nelle piazze del centro storico. E l’agenzia regionale per l’ambiente prevede nevicate almeno fino a stasera.

Cresce anche il bilancio delle vittime del freddo, e degli incidenti stradali legati al gelo sulle strade. In Lombardia hanno perso la vita un uomo di 30 anni, investito da un’auto fuori controllo a causa della neve, e un colombiano di 49 anni. Due morti anche in Emilia Romagna: un uomo di 50 anni investito dalla propria auto scivolata per il ghiaccio sull’Appennino bolognese, e un pachistano di 30 anni a bordo di uno scooter. È stato invece il freddo glaciale a uccidere in Veneto: il cadavere di un senzatetto di 40 anni a Vicenza è stato trovato in strada mentre quello di un pensionato di 68 anni di Rovigo lo hanno trovato in casa, dove l’uomo viveva senza riscaldamento.