Il bilancio Alitalia nelle mani della Camera

da Milano

Sorpasso: il gasolio è ora più caro della benzina. Dopo giorni di progressivo avvicinamento ai prezzi della verde, ieri il diesel ha compiuto lo scatto decisivo, balzando nei punti di rifornimento della Esso a quota 1,509 euro il litro, contro gli 1,504 euro della verde. Così, per un’auto di media cilindrata, un pieno di diesel risulta più caro di uno di benzina: 75,45 euro contro 75,20. Non molto migliore la situazione per tutti gli altri marchi, dove si sono annullate le differenze di listino tra i due carburanti. E con le quotazioni del petrolio sopra i 130 dollari il barile, ipotizzare una discesa dei prezzi è quanto mai azzardato.
Per gli automobilisti non è certo una buona notizia, se si considera che il parco macchine circolanti è costituito ormai per il 30% da vetture diesel e che la metà delle nuove immatricolazioni è costituito proprio da auto alimentate a gasolio. Lo spostamento degli italiani dalle vetture rifornite con la verde verso quelle diesel ha cominciato ad assumere proporzioni significative dopo il 1999. Per anni, infatti, il gasolio ha garantito agli automobilisti un risparmio non indifferente al momento di fare il pieno, misurabile in 18-20 centesimi il litro. Una forbice che si è mantenuta pressoché inalterata tra il 2003 e il 2007. Poi, questo differenziale è andato via via appiattendosi. Già nel marzo scorso il gap era attorno ai due centesimi, quindi lo scorso 15 maggio si è verificato il primo allineamento dei prezzi e ieri, infine, c’è stato il sorpasso.
Ma i movimenti dei consumatori non ci stanno, al punto da minacciare la possibilità di aprire cause collettive. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ricorda infatti che «numerosi automobilisti negli ultimi mesi sono stati spinti ad acquistare una vettura a gasolio, spesso persuasi dal risparmio sulla spesa per il carburante. Un risparmio - aggiunge - che è stato del tutto annullato. I nostri avvocati stanno quindi studiando la possibilità di intentare una class action contro le case produttrici di automobili e i rivenditori, in favore di quei cittadini che sono stati spinti ad acquistare una vettura a gasolio proprio puntando sul fattore risparmio di carburante e che quindi potrebbero aver subito un danno economico non indifferente». A sua volta, l’Unione nazionale consumatori sottolinea come il prezzo del gasolio autotrazione nel giro di tre anni sia aumentato del 20,6%, passando da 1,198 euro a 1,445 euro. Da un barile di petrolio greggio, spiega l’associazione in una nota, «la raffineria ottiene circa il 35% di gasolio, il 20% di benzina e il rimanente è olio combustibile, Gpl e altri sottoprodotti». Secondo l’Unc, «aumentando di più il prezzo del gasolio il guadagno è maggiore, tanto è vero che nel giro di tre anni il gasolio da riscaldamento è aumentato ancora di più (23,6%), nonostante abbia un’accisa minore».