Bilancio blindato, Musso si dimette

Aveva fatto il bel gesto, Marta Vincenzi. Aveva lasciato al suo sfidante la presidenza della commissione Bilancio del Comune. «Un ruolo di garanzia», aveva detto sfruttando uno dei luoghi comuni più abusati in politica. Appunto, un luogo comune e nulla più. Smascherato al primo bilancio utile. Tanto che Enrico Musso a passare per burattino non ci sta e lascia il «ruolo di garanzia» nelle mani della maggioranza.
È storia di questi giorni. La giunta fa i suoi conti, butta giù le scelte economiche per la città, e presenta persino alla stampa il bilancio con tanto di tasse maggiorate. Tutto senza che al presidente della commissione bilancio fosse stato neppure mandato un post-it con la cifra a cui si pensa di far pareggiare entrate e uscite totali. Bella garanzia. Soprattutto se si pensa che oggi è in programma la commissione bilancio e che la convocazione è stata firmata ancora dal presidente Musso. Un passo solo formale, che precede l’inizio della discussione in consiglio comunale.
Discussione, per modo di dire. Visto che la maggioranza ha già fatto tutto. Arrivando persino, come già detto e temuto dallo stesso Enrico Musso, ad aumentare sensibilmente le tasse, l’addizionale Irpef che passa dallo 0.47 al 0.7 per cento. Visto che i componenti della commissione bilancio neppure vengono interpellati e che al presidente non viene consegnato con qualche ora di anticipo rispetto alla convocazione della riunione il bilancio proposto dalla giunta, Musso prende carta e penna e scrive a Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale. «Arrivederci - annuncia in sintesi -. tenetevi pure la commissione, per quello che serve». Un modo per evitare di aggiungere la beffa al danno e togliere ogni alibi alla Vincenzi. I ruoli di garanzia che le servono per salvare le apparenze, può tenerseli.